Legge sul copyright rinviata. Tempo per discutere seriamente del diritto d’autore nel web

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Il 5 luglio, la tanto criticata legge sul copyright è stata bocciata dalla maggioranza dei parlamentari europei per ridiscuterne a settembre.

La presa di posizione dei contrari è stata forte: di grande impatto sono state l’oscuramento delle pagine di Wikipedia e gli appelli dei studiosi di informatica, che han visto la firma di Tim Barners Lee, padre del World Wide Web.

In particolare, le proteste sono scattate per l’articolo 11, la cosiddetta “tassa sui link” e l’articolo 13, il quale regolamenterebbe tramite filtri i contenuti caricati degli utenti, che non rispettano i diritti d’autore.

La “tassa sui link” prevede di far pagare parti di testo copiate e viene principalmente criticata per la mancanza di specificità, ad esempio non sono chiarite la presenza di eventuali esenzioni, e in quanto ritenuta eccessiva, sembrerebbe che una semplice frase presa da un articolo verrebbe tassata.

La preoccupazione che prevale per quanto riguarda l’articolo 13 è la possibile censura preventiva del materiale affidato ad algoritmi, cosa che danneggerebbe secondo alcuni la libera circolazione di idee su internet, data dalla sua forte incertezza giuridica.

Inoltre, i contrari alla legge temono soprattutto che i grandi editori possano nuocere a tale circolazione acquisendo un forte potere di controllo delle informazioni a danno del pluralismo ideologico.

Con tutti i limiti e lacune della legge, si sono diffuse eccessive prese di posizione allarmistiche, che dimenticano la necessità di regolarizzare la rete a favore degli autori originali dei testi, soprattutto in un periodo di forte crisi per l’editoria.

È giusto che il lavoro di qualcun altro possa essere riutilizzato liberamente e gratuitamente senza un riconoscimento?

I 150 rappresentanti dell’industria culturale e creativa della comunità europea hanno criticato la campagna cinica e all’allarmistica delle società tech per aver inondato le caselle di posta elettronica degli eurodeputati, affermando anche che è da vent’anni che le misure di copyright vengono viste come una minaccia per il world wide web senza che niente si sia mai concretizzato.

La mancata approvazione della legge non deve assolutamente far dimenticare i diritti e la dignità degli autori, lavoratori che come tutti quanti hanno il diritto al riconoscimento delle proprie realizzazioni.

Sicuramente una discussione costruttiva riuscirà a portare per settembre una legge chiara in ogni suo punto e razionale, che manterrà libera la preziosa circolazione di idee, ma al tempo stesso garantirà diritti agli autori, soluzione per la quale penso che tutti siano favorevoli.

                                                                                                                                                                         Andrea Simioni

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