Papa Francesco dichiara inammissibile la pena di morte. Cosa significa questo per gli Stati Uniti?

Con una revisione del paragrafo n.2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, Papa Francesco ha dichiarato la pena di morte “inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”.

Questa azione pone un cambiamento definitivo negli atteggiamenti della Chiesa, e sarà una sfida per politici e giudici cattolici i quali fino ad ora avevano potuto essere favorevoli alla pena di morte argomentati dal fatto che la loro fede non fosse del tutto contraria alla condanna. Fino ad oggi, infatti, prima del cambiamento apportato da Papa Francesco, la dottrina cattolica accettava la pena capitale solo nel caso in cui fosse “l’unica via praticabile”. Questo è stato per molti cattolici un aperto permesso ad essere in molti casi a favore alla pena di morte.

Francesco ha però ora dichiarato che ogni tipo di esecuzione è inaccettabile, perché in ogni caso è un attacco alla dignità umana, e che da ora in poi il Vaticano lavorerà con determinazione all’abolizione mondiale della pena capitale, aggiungendo questo compito alle sue altre due grandi missioni: la difesa dell’ambiente e dei rifugiati.

La maggioranza degli stati ha già abolito la pena di morte stando alle registrazioni di Amnesty International, in particolare le zone di profonda fede Cattolica come l’Europa e l’America del Sud dove ogni nazione ha già da tempo abbandonato la pena capitale. A subire più fortemente la revisione del paragrafo del Catechismo saranno gli Stati Uniti d’America, dove solo 18 stati si dichiarano abolizionisti, ma dove anche solo il 22% della popolazione si dichiara cattolica.

Mappa Amnesty

Gli Stati Uniti sono attualmente uno dei 56 stati del mondo, unico paese occidentale, in cui è prevista l’applicazione della pena di morte. E’ dunque da aspettarsi che presto la Chiesa spingerà ad un dialogo con l’amministrazione Trump chiedendo un addolcimento sulla posizione del governo verso la pena capitale. Soprattutto data la recente richiesta di Trump al Dipartimento di Giustizia dove il Presidente chiedeva la pena di morte per criminali con accuse di traffico di droga, dichiarando che fosse uno “spreco di tempo” non giustiziarli.

Non sarebbe la prima volta che Trump e Papa Francesco non concordano sulle loro politiche. Già precedentemente si sono trovati agli opposti sul tema migranti, con la richiesta di Papa Francesco a tutte le nazioni di aprire i propri confini a coloro che scappavano da fame, guerra e persecuzioni. Trump, ricordiamo, aveva risposto con il blocco totale delle entrare clandestine dal Messico. E così in precedenza si erano scontrati sul tema ambientale, con l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi.

Il nuovo paragrafo metterà sicuramente spalle al muro anche molti governatori e giudici cattolici americani i quali fino ad ora potevano dichiararsi a favore e anche presiedere a delle esecuzioni utilizzando la scappatoia della “unica via praticabile”. Oltre ciò, molti cittadini cattolici, fino ad ora favorevoli alla pena di morte, ma non invece per esempio all’aborto (ProLife movement) potrebbero ora cambiare la loro posizione, facendo pressione su politici locali e governatori.

Cara H. Drinan, professoressa in legge alla Catholic Univeristy of America a Washington ed esperta in riforme della giustizia criminale ha dichiarato che la comunità cattolica è pronta ad accettare questo cambiamento perché “è perfettamente allineato con gli altri insegnamenti cattolici sull’etica e il valore della vita. Anche se, ci sarà sicuramente una certa resistenza”, ha ammesso la professoressa in legge.

Queste le parole del nuovo paragrafo del Catechismo della Chiesa Cattolica, scelte da Papa Francesco per muovere un passo verso la finale e totale abolizione della pena di morte: “Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo”.

Asia Jane Leigh

2 Commenti

  • kicca ha detto:

    il caro papa sara’ bene che quelli che meritano la pena di morte se li porti lui nei suoi conventi dismessi

  • Danilo Tetesi ha detto:

    L’ideologia cristiana è un punto di vista molto sfocato che dà una libertà di interpretare in modo errato gli insegnamenti presenti nei testi riconosciuti dalla chiesa come sacri. Nei 10 comandamenti esiste già una regola ben precisa che vieta l’omicidio, semplicemente il papà agendo si è distaccato da vari Paesi e contesti in cui si definisce legittimo uccidere per fede, infatti, in altri Paesi si sono presentate condizioni in cui la religione è stato utilizzato come elemento per legittimare l’omicidio come in Ruanda ecc.. in cui persone di fede cristiana cattolica hanno ucciso anche in nome della fede. Inoltre, vorrei far notare che nei Paesi in cui c’è la pena di morte non si riscontra una minore criminalità dimostrandosi perciò inutile per ottenere una riduzione dei reati.

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