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Le mummie dei principi Inca

Più di 2.200 corpi mummificati avvolti in “crisalidi” di cotone e unguenti, già venuti alla luce: e ce ne sarebbero altre migliaia. Una delle scoperte più sensazionali sulla civiltà perduta degli Inca, è stata fatta a Puruchuco, un paesino alle porte di Lima. E promette di svelare alcuni dei grandi misteri che ancora avvolgono il popolo vissuto in Perù in epoca precolombiana. Intanto c’è già un segreto cui è stato tolto il velo. Il grande cimitero delle mummie (che nulla hanno a che fare con quelle egizie), in realtà era stato scoperto nel 1956. Dopo i primi scavi il sito fu abbandonato, poi riscandagliato, quindi abbandonato di nuovo. L’ultima campagna, che ha portato alla scoperta, è iniziata fra grande riserbo nel 1999. Ma ora i soldi per gli scavi stanno finendo e così la National Geographic Society, principale finanziatore, ha deciso di renderli pubblici: a maggio uscirà un documentario in tv. Puruchuco era una cittadina tranquilla finché, anni fa, non iniziò a vivere un tragedia delle disperazione. In quell’area desolata di periferia, arrivò un migliaio di famiglie in fuga dai guerriglieri. Proprio lì fondarono una favela chiamandola Tupac Amaru, un luogo pieno di rifiuti, baracche, scarichi reflui e povertà.Solo con l’arrivo degli archeologi guidati dal professor Guillermo Cock, si accorsero che camminavano sopra ossa e teschi. Lì, fra il 1.400 e il 1.500 vivevano forse 10mila persone. Le mummie, molte delle quali in buono stato di conservazione, sono spesso avvolte (in posizione fetale) a gruppi, in grandi lenzuola di cotone insieme a vasellame, chicchi di mais e suppellettili, pelli di animale.I ricercatori hanno anche trovato rare conchiglie e copricapo con piume coloratissime appartenuti a principi e nobili. In tutto almeno 60mila fra manufatti e oggetti definiti di grandissimo interesse per svelare molti aspetti delle straordinarie storie degli Inca.Dalle fosse, profonde 4-5 metri, sono emerse anche le “Cabelas falsas” o teste false. Si tratta di forme di cotone di grande bellezza che riproducevano le sembianze della testa umana ed erano poste a copertura dei volti dei morti. Gli scienziati la ritengono un’altra delle straordinarietà del sito di Puruchuco.Nonostante le condizioni ambientali sfavorevoli che creano problemi di stomaco e infezioni alla pelle, i ricercatori vanno avanti tenacemente perché, ha spiegato Cock «Le mummie ci parlano, ci raccontano storie incredibili di questo popolo ancora così misterioso: ci sono ancora centinaia di bozzoli da portare alla luce».

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