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L'America riconosce il primato di Meucci

Antonio Meucci è uno di quei personaggi la cui vita sembra essere fatta apposta per entrare nella leggenda. L’ultimo tocco è il riconoscimento postumo della sua paternità del telefono. La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha infatti approvato una risoluzione nella quale Meucci viene proclamato “inventore del telefono”. Si riconosce che l’americano Bell gli sottrasse il successo solo perchè aveva i soldi per depositare il brevetto. Le più alte cariche dello Stato italiano hanno solenizzato l’evento con una cerimonia al ministero delle Comunicazioni. Sembra un paradosso, ma l’autore di un’invenzione che fa girare ogni giorno milioni di miliardi non possedeva allora i 10 dollari necessari per il “caveau”, un brevetto provvisorio che andava rinnovato ogni anno. Meucci era riuscito già nel 1854 a installare un collegamento telefonico tra il suo laboratorio e la camera della moglie. Realizza poi nel 1856 il primo telefono elettromagnetico e deposita nel 1871 il brevetto preliminare. Cerca invano l’appoggio di una grande compagnia telegrafica di New York. Nel 1876 il colpo di scena: Bell ottiene il suo primo brevetto. Meucci protesta e rivendica la sua priorità. Ma la richiesta viene respinta. Lui muore qualche tempo dopo. Ma qualcuno oltre cento anni dopo riprende in mano il caso e ottiene il rovesciamento del fronte. Tra questi in particolare l’ingegnere Basilio Catania, ex direttore dello Cselt e la giovane direttrice del Museo Garibaldi-Meucci di Staten Island.

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