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Al via il XXVII Convegno Internazionale di Americanistica

Di fronte a realtà umane diverse e lontane dalla nostra, possiamo assumere due atteggiamenti opposti: o voltare ad esse le spalle, identificando il diverso con lo sbagliato, o lasciarci avvicinare confidando di trovare una ricchezza. Quest’ultima è l’alternativa vincente su cui si basa il Convegno Internazionale di Americanistica organizzato dal Centro Studi Americanistica “Circolo Amerindiano” e approdato a Perugia in occasione della sua XXVII edizione. Il Convegno si propone di fare il punto circa l’avanzamento degli studi e delle ricerche nell’ambito dei vari campi di interesse dell’Americanistica. Ecco un po’ di numeri per avere un’idea di quello che accadrà nei prossimi giorni a Perugia: dal 5 all’8 maggio, oltre 100 studiosi, provenienti da circa 60 istituti di 14 paesi europei e americani, si avvicenderanno coi loro interventi presso la Sala del Consiglio Comunale a Palazzo dei Priori in Corso Vannucci 19. L’evento quest’anno è da segnalare in modo particolare per la ricchezza della sessione dedicata ai Diritti Indigeni, che vedrà la presenza di molti esponenti indigeni, per fare solo un nome, Etsa Marco Chiriap, fondatore e direttore della Tsentsak Survival Foundation, in rappresentanza del popolo Shuar, che vive nel cuore dell’Amazzonia, e la consegna dell’onorificenza a Victor Arredondo, ministro della cultura dello stato messicano del Veracruz, per il suo contributo agli studi americanistici. Come si sarà potuto dedurre dai nomi fatti, l’americanistica studia in modo privilegiato le culture che si svilupparono nelle Americhe prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo alcune delle quali sopravvivono tuttora cercando di mantenere le caratteristiche che le distinguono dal mondo “occidentale”. Il tutto con il fine di promuovere l’incontro tra culture diverse che porti ad uno scambio fecondo e al superamento delle reciproche diffidenze.

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