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Chi ha detto che per produrre un film servono grandi budget?

Chi l’ha detto che per produrre un film oggi occorre un budget di centinaia di migliaia di euro? E che per una buona pubblicità promozionale occorrono ugualmente tanti soldi? A smentire quanti hanno annuito alle prime due domande, arriva una buona notizia dalla Settimana Internazionale della Critica, la celebre Sic, sezione collaterale ma autonoma della Mostra del Cinema di Venezia, organizzata dal Sindacato Critici Cinematografici e specializzata in esordi (che però, purtroppo, tra le sette opere prime presenti in concorso dal 31 agosto al 9 settembre al Lido non annovera nessun film italiano). A rappresentare, in questa occasione, il nostro tricolore è un evento speciale fuori concorso e si intitola “La rieducazione”. La pellicola, della durata di 96 minuti, fa dunque già parlare di sé sia per il motivo di cui sopra, sia perché è costata solo 500 euro.
Cinquecento euro: sì, avete letto bene e non ci siamo scordati qualche zero. Si tratta dell’opera prima di Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Denis Malagnino e Daniele Guerrini, gruppo di trentenni che vivono a Villanova di Guidonia (Roma) e condividono la passione per il cinema. Insieme hanno fondato il Collettiva Amanda Flor e, a otto mani, hanno realizzato questo piccolo caso cinematografico. È la storia di un giovane laureato della provincia romana che passa le giornate facendo del volontariato in parrocchia fino a quando il padre non lo manda a lavorare in un cantiere edile per affrontare le responsabilità della “vita vera”. Il film è girato in mini-DV e in bianco e nero, venato d’ironia, così come i suoi ideatori: per giustificare il budget, il Collettivo Amanda Flor fa sapere: “Oltre alle cassette mini-DV, abbiamo dovuto pagare molti caffè e fare tante telefonate per cercare gli attori (non professionisti) che sparivano continuamente”.

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