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Il Museo Barracco di Roma: nuova apertura

E’ stata inaugurata la nuova riapertura del Barracco, il museo di Roma noto per le collezioni egizia, sumera, assira, cipriota, per la scultura del V secolo, il ritratto dell’età ellenistica. Sono stati quindi completati gli interventi riguardanti la pulitura e il restauro delle facciate, ma oltre al restauro la riapertura offre qualcosa di più: una maggiore attenzione alla diversa abilità. Per i disabili motori, a causa della particolare architettura del Museo, sarà agibile esclusivamente il piano terreno, ma le altre opere potranno essere apprezzate da una postazione multimediale che simula virtualmente la visione reale del resto del museo, mediante una tecnologia che permette di ammirare le sculture e i reperti in tutte le diverse prospettive, accompagnate dal commento audio e dalle musiche di Sinopoli, un lavoro fortemente voluto dalla Direttrice del Museo Maresita Nota.
Inoltre, grazie all’impegno dell’Associazione Museum che da dieci anni, in collaborazione col Comune di Roma opera per rendere fruibile il patrimonio artistico ai diversamente abili, nel Museo è stato allestito un percorso per i non vedenti e ipovedenti dotato di planimetria del Museo con le indicazioni dei diversi settori, le didascalie in braille di ogni statua, libri in braille in italiano e inglese, album di disegni in rilievo e commento audio, ai quali si accompagna il servizio di visite guidate fornito da volontari dell’Associazione. Sarà così possibile per i non vedenti tastare con mano la bellezza delle tante opere presenti nel Museo e visitarlo sia individualmente, grazie a tutti i supporti, sia con visita guidate prenotabili contattando l’Associazione Museum.
I 380 esemplari che compongono la collezione furono devoluti dal barone Giovanni Barracco, ricco barone calabrese che dedicò la vita al reperimento di questi capolavori, al Comune di Roma nel 1904. Le sculture offrono un quadro panoramico sufficientemente esaustivo dello sviluppo della scultura antica di tutte le popolazioni che vissero e si svilupparono nel bacino del Mediterraneo.

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