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Il 27 gennaio si celebra in Italia il Giorno della Memoria

Sono passati sessantadue anni dalla fine di Auschwitz. Il 27 gennaio 1945 non è una data qualsiasi. Torna alla mente il giorno in cui le truppe dell’Armata Rossa- durante la loro avanzata verso Berlino- arrivarono nella cittadina polacca di Oswiecim (Auschwitz) e si trovarono davanti all’orrore del campo di sterminio. Ne liberarono i pochi superstiti e rivelarono al mondo il dramma della Shoah. “..Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto.. c’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” scrive Primo Levi nelle sue memorie. Per questo il Parlamento Italiano con la Legge 20 luglio 2000 n.211 ha istituito Il Giorno della Memoria, una ricorrenza che dichiara il 27 gennaio la giornata di Commemorazione delle vittime del nazismo e dell’Olocausto. Il ricordo del genocidio nazista è celebrato anche da molte altre nazioni, quali la Germania e la Gran Bretagna, come anche dall’ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005, che enuncia: “La tragedia senza precedenti che l’Olocausto ha rappresentato dev’essere ricordata, con vergogna e orrore, fino a quando duri la memoria umana. Solo ricordando, infatti, saremo in grado di pagare un tributo adeguato a quanti ne sono stati vittime. Non dobbiamo dimenticare mai quegli uomini, quelle donne, quei bimbi, o l’agonia attraverso la quale sono passati. Ricordare rappresenta al tempo stesso una forma di salvaguardia per il futuro. L’abisso che è stato toccato nei campi di sterminio nazisti è iniziato con l’odio, il pregiudizio, l’anti-semitismo. Ricordare le origini di questo male ha il dovere di rammentarci di non abbassare mai la guardia contro l’emergere di tali segnali”. In ossequio a tale anniversario, sono migliaia le manifestazioni che coinvolgeranno in Italia giovani, adulti e chi porta ancora nel cuore il ricordo mai sbiadito di quegli anni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avviato le celebrazioni della ricorrenza ponendo la prima pietra del futuro Memoriale della Shoah al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano. Nella medesima città, il 28 gennaio, alle ore 15, un corteo partirà da piazza San Babila fino in piazza del Duomo, per iniziativa del Comitato permanente antifascista, della Comunità ebraica e dell’Associazione Figli della Shoah. All’aeroporto romano di Fiumicino si osserverà un minuto di silenzio, mentre a Siena verrà inaugurato un museo dove in passato vi era una casa di tortura.
Sempre con la memoria a quel lontano 27 gennaio 1945 che ha cambiato la storia.

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