Riapre la cattedrale di Noto

E’ uno dei simboli del tardo barocco in Italia, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. La cattedrale di Noto, in provincia di Siracusa, gravemente danneggiata a causa del terremoto del 13 dicembre 1990 e, in seguito, crollata il 13 marzo del 1996 tra lo sgomento generale, sarà riaperta dopo la sua ristrutturazione. La notizia è stata resa ufficiale dal capo della Protezione Civile Bertolaso e dal Prefetto di Siracusa, Benedetto Basile. La data prevista per la riapertura della cattedrale è il 26 maggio.

Dopo lo spaventoso crollo del 1996, rimasero in piedi soltanto la facciata, il perimetro esterno, i pilastri di sinistra e una porzione di cupola. Il resto era diventato un cumulo di macerie di 6 metri d’altezza. La cattedrale era diventata un edificio a cielo aperto e nessuno avrebbe scommesso sulla sua ricostruzione, date le condizioni disastrose. L’architetto Salvatore Tringali, uno dei due direttori dei lavori, spiega come oggi si sia voluto ricostruire la chiesa come era al momento della sua edificazione, nel 1693, con le tecniche di oggi, minimizzando così i rischi di nuovi errori.

Il cantiere era stato aperto nell’ottobre del 1999 e sarà ufficialmente chiuso entro il mese di aprile. Gli altri giorni serviranno per arredare la cattedrale con i dipinti, le statue e i paramenti originali che sono stati salvati dal crollo. Nell’ambito di riportare la chiesa il più vicino possibile al progetto originario, si colloca anche la scelta di lasciare bianche le pareti e le volte, i cui affreschi infatti erano stati aggiunti solo negli anni ’50.

Dopo anni di lavoro, dunque, la cattedrale di Noto tornerà ad esistere, per quello che molti nel paese chiamano il “miracolo di San Niccolò”, Santo patrono di Noto.

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