"Annisettanta" in mostra. Un decennio ancora aperto

“Due piani, ventisei luoghi, centocinquantasette giorni, duecentocinquanta parole, tremila metri quadrati”: questa in numeri la mostra “annisettanta, il decennio lungo del secolo breve”, presentata il 26 ottobre scorso alla Triennale di Milano. Nel concepire il progetto Gianni Canova si è interrogato sui limiti temporali di un decennio che non può dirsi realmente concluso ma che continua a guardarci ed interrogarci. La mostra vuole essere una risposta a questo sguardo, “…senza tragitti prefissati, senza itinerari prestabiliti. Seguendo piuttosto un flusso libero di associazioni che sappia scivolare con leggerezza da un punto all’altro, e che sia disponibile a lasciarsi sorprendere, e ad accettare il confronto con il rimosso e l’inatteso”. Si tratta di un percorso labirintico attraverso le immagini e le parole di uno dei periodi più complessi, ricchi e contraddittori della nostra storia recente, un capitolo per molti aspetti ancora aperto.

Due i contenitori concettuali della mostra: da un lato i “linguaggi” artistici con le loro contaminazioni ed ibridazioni e dall’altro le “parole chiave” del decennio (corpo, viaggio, identità, conflitto, etc…) capaci di evocare lo spirito di un’intera generazione.

Il percorso si compone di differenti spazi espositivi alla cui realizzazione hanno collaborato docenti universitari, artisti ed esperti di varia estrazione culturale: punti di vista eterogenei, dunque, capaci di armonizzarsi in un unico vasto spazio della memoria collettiva ed individuale – spazio della Storia e delle storie – che si propone come percorso polifonico, variegato, disorientante, ma sempre intenso ed emozionato.

Si parte dalla ricostruzione di un bar idealmente collocato nella settimana della partita di semifinale dei Mondiali Italia-Germania del 1970, passando attraverso le sezioni dedicate al fumetto, alla grafica, alla moda e al cinema, fino ad una selezione di artisti particolarmente rappresentativi del decennio, fra i quali Mario Schifano e Alighiero Boetti. Non poteva mancare il design italiano ed il suo ufficiale riconoscimento all’estero nella storica mostra “Italy. The new Domestic Landscape”, presentata al Moma di New York nel 1972: da questa data ideale prende avvio la presentazione delle opere di Mario Bellini, Gaetano Pesce, Riccardi Dalisi, Ugo La Pietra e Enzo Mauri.

Il volto tragico del decennio è rappresentato, infine, dalle installazioni di Elisabetta Benassi e di Francesco Arena, dedicate rispettivamente alla morte di Pier Paolo Pasolini e di Aldo Moro. Oltre alle opere e alle installazioni, il percorso è completato da una serie di tavole sinottiche che cadenzano gli eventi storico-culturali più rilevanti del periodo.

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