Modifiche al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio

Il 25 gennaio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il ddl con gli emendamenti al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Le modifiche riguardano sia la parte dei Beni Culturali sia la parte del Paesaggio. Per quanto riguarda i Beni Culturali, i maggiori cambiamenti riguardano: più efficace coordinamento tra disposizioni comunitarie, accordi internazionali e normativa interna per assicurare il controllo sulla circolazione internazionale dei beni appartenente al patrimonio culturale specificando che questi non sono assimilabili a merci. Le modifiche tendono pertanto a porre riparo agli effetti all’epoca tanto contestati della normativa Urbani sulla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.
Le modifiche alla parte Terza del Codice riguardante il paesaggio muovono dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale con sentenza 14 novembre 2007 n. 367, che il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio. Partendo da questo presupposto le novità introdotte dal provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli. Sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale è stata formulata una nuova definizione di “paesaggio” adeguata ai principi della Convenzione Europea ratificata nel 2004 nonché alle finalità di tutela del Codice. Viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di disciplina del territorio, che dovrebbe servire a stabilire fin da principio delle regole certe e univoche dalle quali non possono sottrarsi gli strumenti urbanistici e gli atti di autorizzazione alla realizzazione di interventi sul paesaggio. La finalità è anche quella di eliminare, data la certezza delle regole, un inutile e attualmente cospicuo contenzioso sulle autorizzazioni richieste attualmente in base all’insussistenza di regole.

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