E' dedicata a Correggio la mostra più visitata d'Italia

La mostra del Correggio è in testa alla classifica di Repubblica anche nella settimana che va dal 23 al 29 ottobre, risultando per la terza volta consecutiva la mostra più visitata in Italia con un totale di 77.195 visitatori. I numeri evidenziano il netto distacco che separa la mostra di Parma dalle principali mostre italiane: Correggio, nei sette giorni analizzati, ha totalizzato 22.843 visitatori, Roma e l’Egitto (Roma, Castel Sant’Angelo) 15.564, l’Undicesima Biennale Architettura (Venezia) 14.804, Picasso. L’arlecchino dell’arte (Roma, Complesso del Vittoriano) 11.835, Giovanni Bellini (Roma, Scuderie del Quirinale) 11.497.

«Devo dire che la soddisfazione è enorme – spiega Luca Sommi, responsabile dell’Agenzia Grandi Eventi del Comune di Parma – e numeri di questo tipo ripagano del tanto lavoro fatto insieme al Comitato Correggio da un anno a questa parte. Essere la mostra più visitata d’Italia, in un periodo come questo, fatto di tanti appuntamenti interessanti che vanno da Bellini a Picasso, diventa ancora più importante».

La mostra di Parma dedicata al pittore rinascimentale Antonio Allegri, più noto come il Correggio, è stata inaugurata il 20 settembre alla presenza del Ministro ai Beni Culturali on. Sandro Bondi e di Vittorio Sgarbi, Presidente del Comitato Scientifico per la mostra su Parmigianino (2003) e, visto il successo, la chiusura sarà con tutta probabilità prorogata oltre la data prevista del 25 gennaio.

A Parma sono esposte tutte le opere del Correggio più significative provenienti da diversi musei di tutto il mondo.
Gran parte delle opere provengono dalla mostra di Villa Borghese di Roma, con la differenza che a Parma le opere sono per la maggior parte di Correggio e non di altri maestri coevi.

Ma a stabilire l’unicità dell’evento parmigiano è il percorso espositivo che prevede la visione dei capolavori “trasportabili”, e la visione – spettacolare, anche perché offerta attraverso parametri ricchi di suggestione emotiva- del patrimonio “non amovibile”.
Sono gli affreschi nella Cupola del Duomo e in San Giovanni Evangelista e l’insieme della Camera di San Paolo che sarà possibile ammirare in un raggio di poche centinaia di metri intorno alla mostra, nel cuore della città.

«Per la prima volta nella storia – continua Luca Sommi – le Cupole della Cattedrale e della Chiesa di San Giovanni sono visitabili contemporaneamente e in modo ravvicinato, grazie a speciali impalcature che porteranno i visitatori a 25 metri da terra per ammirare da vicino gli affreschi del Correggio».

«Sulle impalcature – conclude – possono salire tutti, disabili e anziani, grazie agli ascensori che abbiamo fortemente voluto per questo progetto».

In effetti vedere gli affreschi dal punto di vista del pittore è l’unico altro punto di vista concesso, se escludiamo quello da terra.
L’artificio dei ponteggi riesce a coinvolgere il visitatore che riesce in questo modo a vedere con gli occhi di Correggio, sentendosi coinvolto dal “pittore della luce” – il progetto di illuminazione delle cupola è affidato a Vittorio Storaro – e dalla carnalità delle sue figure, dai suoi cieli dorati e dalle rosee carni, dalla dinamicità delle figure e dallo sfondamento dello spazio.

Reintegrato nella città dove ha lavorato maggiormente, si è restituita una visione globale del fare artistico di Correggio, uomo di quel rinascimento italiano su cui è fondamentale promuovere il made in Italy.

(Nella foto l’opera del Correggio “Giove ed Io” – 1531-32)

Lascia un commento