70 anni dall'emanazione delle leggi razziali

In occasione della ricorrenza del 70° anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali, da oggi fino a domenica 22 febbraio, presso la Sala Gipsoteca del Complesso Monumentale del Vittoriano, è allestita la mostra “Leggi Razziali. Una tragedia italiana”, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Museo della Shoah) Roma e Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah, Ferrara, con la partecipazione dell’Assessorato Politiche Educative Scolastiche della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma. La manifestazione nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. L’esposizione è a cura di Marcello Pezzetti e Bruno Vespa, con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Testimonianze, filmati inediti, documenti originali, riviste, fotografie, lettere, diari, registri scolastici e oggetti di vario genere. La mostra racconta ciò che accadde tra il 1938 e il 1945: dalla revoca dei diritti civili fino alla deportazione. Gli avvenimenti e le conseguenze legati all’attuazione delle leggi razziali del 1938 su scala nazionale gettano una delle ombre più buie nella storia dell’Italia. Preceduta da una martellante propaganda e da un censimento volto a individuare gli appartenenti alla cosiddetta “razza ebraica”, l’emanazione delle leggi del 1938 portò a una crudele esclusione dei cittadini italiani ebrei dalla vita in un Paese di cui, fino ad allora, erano stati una componente attiva.

L’esposizione è realizzata in tre sezioni, precedute da un “prologo” dedicato al ruolo svolto dalla minoranza ebraica nell’Italia unita. Nella prima sezione, relativa al fascismo tra gli anni Venti e Trenta, sono inserite le vicende degli ebrei in Germania, dall’arrivo al potere di Hitler alla “Notte dei cristalli”. La seconda è interamente dedicata alle Leggi razziali. Ricca di materiale non ancora noto, offre uno sguardo approfondito su tre ambiti della società italiana che sono stati violentemente colpiti dall’applicazione delle disposizioni governative: lo sport, la cultura e la scuola. L’ultima prende in considerazione le conseguenze della persecuzione: gli arresti e lo sterminio, avvenuto prevalentemente nel centro di messa a morte di Auschwitz-Birkenau. La mostra si avvale dei prestiti di materiale di proprietà di prestigiosi archivi nazionali italiani, tedeschi e delle Comunità ebraiche, così come dal contributo di collezionisti privati.

“Esperienze esemplari, che dimostrano come debba rimanere il dovere comune della memoria, affinché mai più si ripetano xenofobie, razzismi e discriminazioni”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato sulle “scuole di emergenza”, che durante il fascismo accolsero docenti e studenti ebrei, espulsi dagli istituti pubblici. Per l’occasione, il Capo dello Stato ha scoperto a Roma una lapide, dedicata proprio alle scuole d’emergenza.

“Oggi fare i conti con l’infamia storica delle leggi razziali significa avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui dell’anima italiana, analizzare le cause che la resero possibile in un Paese profondamente cattolico e tradizionalmente ricco di sentimenti di umanità e di solidarietà”. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70° anniversario delle leggi antiebraiche e razziste. “E allora – continua – ricostruire con rigore la vergogna delle Leggi razziali, guardare senza reticenza dentro l’anima italiana non serve soltanto per raccontare il passato nella sua completezza. Serve anche e soprattutto a preservare il nostro popolo dal rischio di tollerare in futuro, tra inerzia e conformismo, altre possibili infamie contro l’umanità”.

L’ingresso è libero. L’orario di apertura della mostra è il seguente: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. Per maggiori informazioni telefonare al numero: 06/69202049.

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