"Caravaggio": alle Scuderie del Quirinale 30 opere "capitali" provenienti da tutto il mondo

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Bacco, Firenze, Galleria degli Uffizi
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Bacco, Firenze, Galleria degli Uffizi

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Bacco, Firenze, Galleria degli Uffizi

In anni recenti, il gran numero di ricerche, studi, esposizioni e interventi sulle vicende biografiche e artistiche di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ha confermato l’universale e crescente interesse intorno alle vicende artistiche del pittore e al suo ruolo cardine all’interno della storia dell’arte.

Nell’anno dedicato alle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte del maestro lombardo, la mostra “Caravaggio”, in programma dal 18 febbraio al 13 giugno 2010 alle Scuderie del Quirinale, propone un nuovo e ambizioso progetto espositivo, immaginato secondo un’ottica radicalmente innovativa e aggiornata. Si è scelto, infatti, di privilegiare le opere più rappresentative dell’artista e storicamente accertate: il risultato finale è un percorso coerente, cristallino e emozionante, che getta una nuova luce sui diversi momenti del sofferto iter evolutivo del linguaggio di Caravaggio: un percorso che esalta l’eccezionalità e unicità della sua opera secondo un criterio assolutamente rigoroso.

Fra le opere esposte, provenienti dai più importati musei del mondo, alcune tele “capitali”: il Bacco dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, Davide con la testa di Golia dalla Galleria Borghese di Roma, I musici dal Metropolitan Museum di New York, il Suonatore di liuto del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, l’Amor vincit omnia dallo Staatliche Museum di Berlino. “La mostra alle Scuderie è Caravaggio, nel senso che le opere del Merisi esposte sono quelle cosiddette certe, su cui nessuno ormai pone questioni”, dice Claudio Strinati, ideatore della rassegna, curata dalla soprintendente Rossella Vodret e da Francesco Buranelli.

La mostra si pone, quindi, come un nuovo e appassionato momento di riflessione, un’occasione unica per penetrare l’essenza della rivoluzione artistica di Caravaggio, che va rintracciata nello il naturalismo della sua opera, di poetica grandezza, nel quale la luce gioca un ruolo cardine, sottolineando i volumi delle figure, che escono dal buio dello sfondo e assumono i contorni di veri e propri protagonisti di una scena teatrale.

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