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Diventare scrittori con il self publishing. Un sogno ancora possibile?

Forse è capitato anche a voi  – discorrendo con amici o conoscenti di scrittura ed editoria – di sentire che il 50% degli italiani ha un romanzo inedito chiuso nel cassetto. Una cifra forse esagerata, che non corrisponde rigorosamente alle statistiche ISTAT secondo cui ogni anno vengono pubblicati circa 60mila nuovi titoli. Tuttavia, accantonando per un momento l’iperbole colloquiale e concentrandoci sui dati ufficiali, osserviamo che proprio queste cifre ci raccontano il grande desiderio degli italiani di far conoscere e pubblicizzare le proprie opere. Negli ultimi dieci anni infatti i libri pubblicati sono circa 600mila: vale a dire che quasi un italiano su cento ha pubblicato un libro nell’ultima decade. Una cifra impressionante!

Chi – del resto – non ha un lontano parente, un amico o  un conoscente che si è cimentato con la scrittura di un libro e con la sua pubblicazione? O forse siamo stati proprio noi i protagonisti dell’avventurosa e ardua ricerca di un editore disposto a pubblicare la nostra opera… Chi ha avuto esperienze di questo genere con il mondo dell’editoria tradizionale sa bene che è facile incorrere in case editrici che – pur senza arrivare alle aberranti pratiche succhia soldi narrate da Umberto Eco nel suo il Pendolo di Focault – richiedono all’autore di investire diverse centinaia di euro (migliaia in alcuni casi) per pubblicare un libro, senza che esso abbia poi il successo sperato o quantomeno la risonanza promessa tramite i canali di distribuzione tradizionali.

Eppure quel desiderio implacabile in tanti italiani resta: la voglia di pubblicare, a volte forse per nutrire il proprio ego, ma tante altre semplicemente perché si percepisce la responsabilità di dover lasciare una traccia, anche piccola, di quanto si vive interiormente, dei propri pensieri, delle proprie conoscenze o esperienze, della fantasia o della creatività di cui si è dotati. E quindi, magari conoscendo bene le storie di scrittori famosi come Umberto Saba, Italo Svevo, Marcel Proust, Federico Moccia e addirittura Andrea Camilleri, che hanno pubblicato le loro prime opere a proprie spese, si continua ad oscillare nella zona d’ombra che congiunge la rassegnazione di chi rinuncia a pubblicare perché  troppo complesso e costoso, o l’audacia che rischia di divenire ingenuità di chi invia manoscritti a numerose case editrici e – rimanendo inascoltato – finisce poi per pubblicare il libro a proprie spese. Per fortuna l’era delle costose autopubblicazioni volge al tramonto, grazie al self-publishing!

Self-publishing: di cosa si tratta? Semplicissimo. Il self-publishing (per dirla all’italiana: l’auto-pubblicazione) si basa su piattaforme online (siti web) a cui è possibile inviare il proprio libro in formato elettronico, ad esempio documento word o pdf. Esso verrà innanzitutto inserito in un catalogo, e a volte con un contributo minimo potrà avere anche un ISBN. Inoltre potrà essere rivenduto online in versione elettronica (ebook) o in versione cartacea, sempre tramite la piattaforma che pubblica on-demand. Questo significa che vengono pubblicate solo le copie richieste dall’acquirente. Pensano a tutto i gestori della piattaforma, che si avvalgono  di tipografie digitali e spediscono il libro direttamente al destinatario senza ulteriori intermediazioni. Nel self-publishing puro, inoltre, i diritti  rimangono completamente all’autore e non sono ceduti a terzi.

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Le piattaforme di self-publishing sono numerose, e sul web si possono trovare alcune rassegne che le mettono a confrontoIl self-publishing è una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’editoria poiché permette di aggirare completamente il processo di selezione, revisione, produzione e distribuzione delle case editrici e di avere, allo stesso tempo, una visibilità potenzialmente altissima poiché il proprio libro è accessibile a tutti tramite internet.  Con il self-publishing si pubblica il proprio libro da soli, con tutti i pro e i contro che ciò comporta.

Insomma, divento famoso con due click? Beh… un momento. Chi immagina guadagni facili o grande successo solo perché “il libro è su internet” rischia di illudersi: la selezione e revisione del testo infatti spettano all’autore che deve prendersi la briga di correggere e passare al vetriolo il proprio scritto, pensare ai destinatari della propria opera, chiedere consigli, confrontarsi con altri.

Ma forse la bellezza del self publishing sta proprio in questo: una volta pubblicato il libro sulla piattaforma, l’autore dovrà occuparsi di creare un pubblico, di interessare i potenziali lettori, magari aprendo un blog come ha fatto questo autore, o usando altri metodi per diffondere il più possibile la propria opera (pubblicità su google adwords, scambio di link, post su facebook etc).
Ancora non conosci queste tecniche? Niente paura! Si possono imparare facilmente cercando online tra i numerosi tutorial e suggerimenti disponibili gratuitamente.

Infatti attorno al self publishing si sta creando una nuova comunità con diverse iniziative, idee, siti web di consigli, recensioni, risorse, tool, un po’ come è accaduto per le app nel mondo dei tablet e degli smartphone. A titolo di esempio segnaliamo il sito iltuoebook.it che permette anche di ottenere – previa registrazione – alcuni testi gratuitamente.

Liberi di scrivere… Il self-publishing permette ai tanti potenziali scrittori di uscire dalla zona d’ombra del dubbio e decidere per la pubblicazione del proprio scritto ad un costo minimo. Permette a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo letterario – magari piccolo, forse rivolto solo ad amici e parenti a cui si vuol bene – di farlo in maniera semplice, poco dispendiosa e divertente.

I casi di successo non sono isolati, come ad esempio la siciliana Elisa S. Amore: dopo aver debuttato con il romanzo “la carezza del destino” ha trovato il successo continuando a pubblicare altri romanzi. Oppure Rita Carla Francesca Monticelli, ben conosciuta per la serie “Deserto Rosso”.

Persone normali, che hanno avuto il coraggio di liberare lo scrittore che era in loro e di provare un piccolo passo… verso la libertà di esprimersi. Consigliatissimi sono i loro suggerimenti, le storie che raccontano riguardo alle loro vicende da self-publishers, piene di spunti e di dritte su come cominciare e come sostenere la diffusione delle loro opere. E tu, sei pronto a liberare lo scrittore che è in te grazie al il self-publishing?

Daniele Bailo

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