Il grande rock torna ad aiutare l'Africa

Live Aid fu ideato da Bob Geldof, allora (1984) semplice leader di una rock band di medio successo (i Boomtown Rats), oggi presidente della fondazione Band Aid Trust. Impressionato da un documentario della Bbc sulla fame in Eritrea, riuscì a coinvolgere gratuitamente decine di colleghi in un progetto discografico per l’Africa. Prima venne pubblicato un singolo (“Do they know it’s Christmas?), poi – giacché i ricavati iniziali ne coprirono le spese o poco più – ideò lo show tenutosi il 13 luglio dell’85 in contemporanea (contando sul fuso orario) tra Londra e Philadelphia. Lo seguì in tv un miliardo e mezzo di persone. È questo show che diviene ora un quadruplo dvd di dieci ore e passa, rimasterizzato e completato da documentari ed altro anche per evitare una pirateria che ha già sottratto molti fondi al progetto. Geldof non voleva che Live Aid divenisse un video (come spiega qui sotto), però ‘dopo vent’anni l’Africa è ancora in crisi. Nel 1984 abbracciammo un’idea, riproviamoci; non risolveremo tutto ma forse aiuteremo molti’. Per avere il massimo dei ricavi da destinare al Darfur è stata organizzata un’asta tra le major musicali. È grazie dunque a un assegno a sette cifre , anticipo garantito (e non restituibile) per i diritti di pubblicazione, che il concerto viene edito dalla Warner Music. In più, la Warner ha dovuto assicurare massima promozione (50mila copie sono già prenotate da clienti di negozi italiani, dunque già vendute), e tutto il ricavato delle vendite andrà alla fondazione. Gli artisti hanno rinunciato ai diritti d’autore. Così hanno aiutato l’Africa, così ancora lo faranno: dopo un bis nell’85 è infatti in uscita (29 novembre) Band Aid III. Stavolta saranno McCartney, Bono, Dido, Darkness, Coldplay e Robbie Williams a intonare Do they know it’s Christmas?. Come vent’anni fa. Chissà se avrà lo stesso successo.

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