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Un videogame non violento per abbattere il dittatore

Quando era studente universitario nell’ex Jugoslavia, Ivan Marosevic fondò con colleghi e adolescenti del suo paese il gruppo Otpor (Resistenza) con il fine di rimuovere dal potere Slobodan Milosevic. Otpor ci riuscì contribuendo ad organizzare quella gigantesca manifestazione dell’ottobre del 2000 davanti al parlamento di Belgrado che portò alla destituzione del dittatore.
Il loro metodo era la “rivoluzione di velluto”, sull’esempio di quella indolore di Alexander Dubcek nell’ex Cecoslovacchia.
Ora Marosevic, diventato membro dell’Icnc (International Centre of Nonviolent Conflict), un’associazione non-profit che si occupa di insegnare strategie di rivolta non violente nei paesi in cui la democrazia è ancora un sogno, ha realizzato un progetto rivoluzionario: un videogioco.
Si chiama “A force more powerful”, e insegna a sviluppare proprio quelle pratiche “morbide” usate da Otpor – scioperi, manifestazioni di massa, disobbedienza civile – contro regimi antidemocratici ed eventuali conflitti.
Tre anni di lavoro, la possibilità di utilizzarlo anche se non si è super esperti di computer. Gli scenari possibili sono parecchi e ispirati alla storia recente, per simulare il più possibile le reali condizioni di paesi in cerca di democrazia.
Il gioco sarà messo in commercio all’inizio dell’anno prossimo ad un prezzo che si aggirerà intorno ai venti dollari: “Per chi non potrà permetterselo – in molti casi si tratta di cittadini di paesi in via di sviluppo – la distribuzione sarà gratuita e corredata da manuali di approfondimento”, spiega Marosevic.

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