Sbanca nei cinema "Scusa ma ti chiamo amore"

Le critiche? «Preventive e fuori luogo». Il successo? «Straordinario». Così Federico Moccia ha commentato lo strepitoso risultato al botteghino della sua ultima creatura, Scusa ma ti chiamo amore, capace di incassare in tre giorni oltre 4 milioni e 600 mila euro: il doppio di American Gangster di Ridley Scott e cinque volte l’incasso totale del cult del 2006 Tre metri sopra il cielo, figlio del successo editoriale del suo primo romanzo. «Non me lo aspettavo – dice lui – leggendo tante critiche preventive mi era venuta l’ansia. Adesso tutti dicono che era prevedibile, ma secondo me nel cinema non si sa mai veramente niente. Sono felice delle risate, delle emozioni, della commozione dei ragazzi che sono andati a vederlo, perché questa è una storia romantica che punta dritto al cuore e non se ne vergogna».
Un successo conquistato nonostante la pioggia di critiche sul contenuto del film, ritenuto diseducativo: «Critiche fuori luogo – dice lui – perché il ruolo del cinema non è quello di educare, ma di interpretare. Quello che conta è solo il giudizio del pubblico in sala». Piazzatosi immediatamente al primo posto degli incassi del nuovo anno, il film sfiora ma non raggiunge il record di Ho voglia di te, la seconda creatura mocciana che tra il 9 e l’11 marzo 2007 portò nelle tasche dello scrittore/regista/guru giovanile più di sei milioni di euro: l’appeal di Raoul Bova non sarà lo stesso di Scamarcio, ma per Moccia la sua prova d’attore resta «sorprendente. Si è inserito perfettamente, senza mai eccedere, in questa commedia così equilibrata». Inciampato casualmente in Moccia mentre cercava «un ruolo comico che nessuno mi proponeva», Bova infila il secondo successo commerciale a due mesi da Milano Palermo – il ritorno ricambiando con (eccessivo) entusiasmo: «Federico? Una rivelazione. Disponibile ai suggerimenti e al tempo stesso consapevole di ciò che vuole. Ha autorità ed elasticità. Qualità che hanno solo i grandi registi».

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