11 fermate, 12 persone, un solo viaggio

Vivere in questo frullatore di culture, eventi e soprattutto storie che è il ventunesimo secolo, significa incrociare ogni giorno tante persone alla ricerca del loro posto in questo mondo. In “11 fermate, 12 persone, un solo viaggio” di Florio Panaiotti (Robin Edizioni, pagine 120, euro 11,00) tutto questo è visibile e riproducibile in un viaggio.
Un viaggio vissuto con gli occhi di una giovane ragazza, in cerca di qualche indizio su come dovrà affrontare la vita che la aspetta. Un viaggio breve, dalla campagna alla città (e viceversa) sopra un semplice autobus, eppure già in grado di descrivere i conflitti della nostra esistenza moderna: il lavoro, l’amore, l’emarginazione, i rapporti con i genitori e con gli altri. I temi di sempre, dunque, ma “geneticamente modificati” dagli stimoli invadenti della società di oggi.
Attraverso il viaggio e le sue fermate la ragazza sfiora, sente, incontra undici persone. Uomini e donne che si raccontano o si fanno raccontare.
Con uno stile asciutto, a tratti pungente a tratti malinconico, Panaiotti cerca di tratteggiare gli ideali, gli obiettivi e i sogni distorti di una generazione, quella dei famigerati “trentenni di oggi”, alle prese con la realtà di un mondo non facile da comprendere.

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