Servizio ricerca abbonati, interviene l'Agcom.

1° Ottobre 2005: una data a suo modo storica, perché coincisa con la liberalizzazione del caro vecchio 12, ovvero il numero del servizio informazione elenco abbonati. Un provvedimento che ebbe il nulla osta dell’Authority per le Telecomunicazioni e dal quale si sperava di ottenere un innalzamento della qualità e un progressivo abbattimento delle tariffe.
Niente di tutto ciò: si è invece registrata un’impennata dei costi. Le conseguenze, sono state che per avere un indirizzo o un numero di telefono bisogna pagare dai 3 ai 5 euro con una spesa di 5-6 volte maggiore di prima. E tutto senza sbalzi significativi nella qualità complessiva del servizio. A quel punto molto meglio affidarsi alle ricerche via internet o all’immarcescibile elenco cartaceo. Per porre rimedio a questo comportamento anomalo del mercato si sono mosse le associazioni dei consumatori che hanno sollecitato l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la quale ha dato il via ad un’approfondita istruttoria. Un’intervento quanto mai giustificato, anche a causa delle carenze informative degli spot. Una mancanza di trasparenza che ha finito per trarre in inganno e confondere migliaia di utenti.
Ora, finalmente, siamo a una svolta: l’Agcom ha avviato una procedura per ridurre i prezzi. Sono in vista importanti provvedimenti: dalla pubblicazione sul portale dell’Authority di una comparazione dei costi al prolungamento per altri sei mesi del messaggio informativo che avviserà i cittadini della cessazione del servizio 12. Inoltre utenti ed associazioni sono invitati a rendersi utili con altre proposte che verranno attentamente valutate.

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