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Nasce l'impresa sociale.

L’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato, senza nessuna modifica alla bozza presentata dal ministro Maroni, il decreto legislativo che darà vita, dopo la firma del Presidente della Repubblica, ad un nuovo soggetto giuridico: l’impresa sociale. Quest’ultima si differenzierà in maniera sostanziale dalle comuni imprese commerciali ma anche dal non-profit in senso puro.
L’azienda in questione non sarà a fine di lucro e dovrà svolgere attività ad indirizzo sociale, traendo da esse almeno il 70% dei ricavi; faranno parte della cerchia di queste imprese anche le aziende che assumeranno almeno il 30% di persone svantaggiate o disabili.
Ha detto il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini: “Intendo esprimere, anche a nome del Ministro Maroni il nostro ringraziamento per tutti coloro i quali, a livello diverso, hanno collaborato alla stesura del testo, sia sul fronte delle istituzioni, sia come esperti, sia in rappresentanza del terzo settore. Il decreto e’ frutto – aggiunge Sestini – di un dialogo continuo e proficuo con le parti sociali, che continuera’ allargandosi anche alle Regioni e al Parlamento. Naturalmente sono fiduciosa che in Parlamento il lavoro continuera’ secondo il medesimo iter condiviso che ha caratterizzato l’approvazione della delega, portandoci al piu’ presto all’approvazione definitiva, nella consapevolezza che stiamo rendendo un servizio ad una delle componenti piu’ dinamiche e creative del nostro Paese”.
Ha espresso grande soddisfazione il presidente della Compagnia delle Opere Raffaello Vignali: “operando in questa direzione – ha affermato Vignali – il Ministro Maroni e il Sottosegretario Sestini hanno permesso al nostro Paese di fare un grande passo di democrazia. Con questo provvedimento, infatti, si sostengono realtà che producono reddito che viene reinvestito in opere di grande utilità sociale, producendo così un bene per tutti”. Va sottolineato che proprio la Compagnia nel 2001 aveva raccolto 60.000 firme per l’introduzione di questo nuovo soggetto.

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