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Boom del fotovoltaico, un bene per ambiente e portafogli

Un presente luminoso e un futuro ancor più ricco di prospettive. E’ questa in breve la fotografia del mercato del fotovoltaico scattata da “Solar Generation IV“, il rapporto di Greenpeace e EPIA (European Photovoltaic Industry Association) pubblicato in occasione della conferenza europea del fotovoltaico di Milano. Il rapporto punta i riflettori sulla produzione di energia elettrica ‘solare’ cresciuta (soprattutto in Europa e in Giappone) a ritmi da capogiro: dal 1998 ad oggi si è avuto un incremento della potenza installata pari al 35% con un mercato stimato, nel solo 2006, di 9 miliardi di euro. In pratica la crescita del fotovoltaico si pone oltre ogni più ottimistica previsione.

Tale incremento pare essere solo un assaggio di quello che potrebbe succedere in futuro, infatti le potenzialità di questa energia pulita non sono ancora del tutto state sfruttate, soprattutto nel Bel Paese: dal sole giunge alla superficie terrestre un flusso energetico pari a 15.000 volte l’odierno fabbisogno energetico mondiale e l’Italia gode, grazie alla sua posizione geografica, di condizioni assai favorevoli per l’uso di pannelli fotovoltaici, specialmente in Sicilia dove l’irraggiamento giornaliero medio arriva a 5,4 kWh/mq (contro i 3,6 della Pianura Padana). Non ricoprire di pannelli solari ogni tegola siciliana pare uno spreco se pensiamo che in Europa il maggior produttore di energia elettrica ‘solare’ è la Germania che pure non gode delle stesse favorevoli condizioni di esposizione. Secondo il più ottimistico dei tre scenari proposti da “Solar Generation IV” – sfruttando a fondo le potenzialità territoriali e di incentivazione economica – si potrebbe arrivare nel 2030 a soddisfare addirittura il 9,4% della domanda mondiale di energia elettrica da fotovoltaico, realizzando un mercato del valore di 318 miliardi di euro all’anno. A beneficiarne non sarebbe solo l’ambiente – con un risparmio di CO2 immessa in atmosfera pari a 6.671 milioni di tonnellate – ma anche il mercato del lavoro che vedrebbe la creazione di ben 6 milioni di nuovi occupati nel settore energetico e parallelamente uno sviluppo tecnologico adeguato.

Per tenere il passo la tecnologia del solare si è già evoluta velocemente: in pochi anni si sono ottenuti pannelli solari più efficienti del 30%, perciò oggi un collettore solare termico di 1 mq è in grado di portare ogni giorno tra i 40 e i 300 litri d’acqua a una temperatura di 45/60 °C. Certamente le prestazioni miglioreranno ancora visto l’impegno in ricerca e sviluppo di numerosi nuovi competitori attratti dall’incredibile ‘boom’ del fotovoltaico; tale interesse è giustificato anche dalla crescita dei prezzi delle fonti energetiche tradizionali che contribuirà sempre più a rendere competitiva l’installazione di impianti fotovoltaici oggi ancora costosi. Per ovviare all’ostacolo dei prezzi di installazione, molti attori – banche, stati, comuni – offrono incentivi o finanziamenti. Ne è un esempio “conto energia”: il programma europeo di incentivazione del fotovoltaico permette di vendere al gestore della rete elettrica, per un massimo di 20 anni, l’energia ottenuta da fonte solare a tariffe due o tre volte superiori a quelle di mercato.

Il risparmio è davvero interessante se si aggiunge che il valore dell’energia ceduta al gestore della rete elettrica può essere scontato dalla bolletta mensile. Ciò si traduce praticamente in un guadagno doppio, in questo modo non solo si abbattono i costi di installazione, ma addirittura si ottengono profitti. E’ stato stimato che un impianto fotovoltaico è in pratica capace di raddoppiare il capitale investito senza esporre ad alcun rischio finanziario, ma anzi aggiungendo valore ad un immobile i cui consumi energetici possono essere soddisfatti in autonomia e in armonia con l’ambiente.

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