Telefonia: grandi traguardi per i consumatori

Gli importanti passi per la tutela dei risparmiatori ha coinvolto anche l’Europa. La scorsa estate è iniziata la campagna dell’Unione Europea che prevedeva l’abbassamento delle tariffe sul roaming internazionale nell’ordine di 6 eurocent al minuto ogni anno fino al 2009. Secondo l’ADUC, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, quest’estate, chi ha scelto come meta delle proprie vacanze l’Europa, ha risparmiato fino al 60% nell’utilizzo del telefono cellulare. La cosiddetta Eurotariffa, ancora in vigore, non comporta per i consumatori alcun costo di attivazione e allo stesso tempo permette di risparmiare come mai precedentemente in qualsiasi parte d’Europa ci si trovi.

BuoneNotizie.it iniziò a seguire le vicende sulla riduzione dei costi telefonici nel maggio 2005: in un’intervista Paolo Landi, segretario generale Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), annunciava la riuscita dei negoziati con Telecom per porre fine agli addebiti a carico degli utenti di servizi non richiesti o non effettuati. Il mercato della telefonia già da molti anni muoveva i suoi passi acquisendo progressivamente la centralità nel mercato italiano ed europeo, e i consumatori iniziavano a prendere una maggiore coscienza di quel ruolo e, dunque, a rivendicare diritti.

Esattamente due mesi dopo, nel luglio 2005, l’ADUC criticava attraverso un comunicato stampa le nuove norme che imponevano limitazioni alle tariffe telefoniche tra fissi e mobili, sostenendo che la crescita e il miglioramento delle condizioni potevano essere attuate solo eliminando i vincoli per la concorrenza. Insomma, i gestori iniziavano a fare i conti con le esigenze degli utenti e con la loro richiesta di qualità del servizio.

Uno degli scogli invalicabili per la tutela degli utenti è stata sicuramente la poca chiarezza del mercato della telefonia fissa e mobile italiana. Nascono continuamente nuove tariffe che si sovrappongono a quelle già esistenti creando confusione per le persone con difficoltà di accesso alle informazioni, come le persone anziane. A questo proposito la svolta è avvenuta nel marzo di quest’anno, quando l’AGCom (Autorità Garante delle Comunicazioni) ha stabilito delle regole precise, non per limitare, ma per chiarire. I gestori sono stati invitati a rendere più trasparente il mercato. La delibera n.96/07/CONS prevede l’indicazione da parte delle compagnie telefoniche del costo preciso di ogni sms, della tariffa al minuto o per ogni due minuti per il piano a consumo e l’indicazione dei servizi inclusi ed esclusi nell’offerta per il piano a canone fisso, con la possibilità di raffrontare il costo con il piano a consumo rispetto a quante telefonate di due minuti si possono effettuare ogni mese a quel prezzo. Tutto questo per la telefonia mobile.

Per la telefonia fissa la delibera prevede l’indicazione del costo dopo uno e tre minuti (trenta e sessanta minuti dalla connessione per internet) per il piano a consumo, mentre per il piano a canone fisso valgono gli stessi parametri utilizzati per quella mobile, con un confronto del prezzo mensile rapportato a quante telefonate di tre minuti si possono effettuare a quel costo, ogni mese.

Un mercato più chiaro, sorridono gli utenti, soprattutto i più deboli. Intanto, la campagna a favore dei consumatori non coinvolge solo le aziende, ma anche le istituzioni: lo scorso marzo è iniziata la battaglia per l’eliminazione della concessione governativa pagata per i contratti fissi, un’azione che permetterebbe di liberalizzare e detassare in maniera intelligente, recuperando l’abolizione del costo di ricarica per i gestori.

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