Scoperta maxi frode nel settore immobiliare

Una maxi frode fiscale nel settore immobiliare è stata scoperta a Roma dall’Agenzia delle entrate. Gli imponibili sottratti a tassazione ammontano ad oltre 200 milioni di euro e hanno portato ad accertare maggiori imposte dirette per oltre 50 milioni e una maggiore IVA per un importo di oltre 77 milioni. L’indagine, durata circa 18 mesi, è stata condotta dall’Ufficio di Roma 1 in collaborazione con Analisi e Ricerca della direzione regionale Lazio e la Direzione Centrale Accertamento.

Gli ispettori, al termine di un complesso lavoro di analisi e investigazioni, hanno ricostruito una complessa rete di società, operative in prevalenza nella compravendite immobiliari, costituite al solo fine di frodare l’erario. Il disegno fraudolento è emerso dall’individuazione di un unico soggetto, rivelatosi poi prestanome nullatenente, al quale erano state intestate circa cento società immobiliari. Durante l’indagine, è emerso inoltre che legali rappresentanti erano anch’essi, di fatto, veri e propri “prestanome”.

Le società erano sottoposte alla medesima unitaria direzione, pur non essendo necessariamente legate da vincoli partecipativi e perseguivano l’unico scopo di far maturare, a beneficio di soggetti effettivamente esistenti, fittizi crediti IVA di ingenti importi.

Le operazioni fraudolente erano caratterizzate dalla presenza di prestanomi ai quali veniva apparentemente intestata la società debitrice dell’IVA relativa alla cessione immobiliare. A ciò si aggiungeva una artificiosa lievitazione del prezzo di cessione finale e il fittizio trasferimento all’estero della sede delle società debitrici dell’IVA al fine di rendere difficoltoso ogni tentativo di riscossione.

Le persone coinvolte nelle operazioni fraudolente sono state denunciate alla Procura della Repubblica.

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