Crisi: stimolo positivo per le rinnovabili

Anche nel 2008, annus horribilis per l’economia e la finanza mondiale, gli investimenti in energia alternativa di Cina, India, Europa e USA sono aumentati del 38% arrivando a 8,4 miliardi di dollari. Rimangono forti, dunque le tecnologie pulite per il settimo anno consecutivo. Gli investimenti riguardano soprattutto la ricerca intorno ai sottilissimi film di materiali capaci di catturare energia dalla stella solare. Se la cavano bene anche energia eolica, biofuels ed eco-energie per i trasporti. “Gli investitori – racconta Nicholas Parker capo della Cleantech Group, azienda americana impegnata nell’innovazione energetica – stanno passando sempre più dalla vecchia generazione di tecnologie relative all’etanolo e ai bio-carburanti ad una seconda era guidata dall’impiego di alghe e tecnologie nuovissime per ottenere energia. I “colossi” che capeggiano la riscossa della ricerca energetica ecologica sono americani, come NanoSolar, Solyndra, oppure Finlandesi come WinWind Oy.

In Italia, nel solo 2008 le installazioni di eolico sono cresciute del 35% con oltre 1.000 MegaWatt in più rispetto al 2007. L’elettricità prodotta è schizzata a oltre 6 TWh (oltre 6 miliardi di chilowattora), ovvero il 2% del consumo dello Stivale. Soddisfatte le associazioni votate ad Eolo come ANEV (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili), APER (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili) e anche ENEA. Ma la produzione tricolore non è ancora in linea con quella europea. Certo sarà difficile in poco tempo arrivare ai risultati raggiunti dalla Germania che guida l’Europa con investimenti aumentati del 217% in un solo anno.

In Italia il problema è anche il rilascio delle concessioni, regolato dal Decreto legislativo 387 del 2003: la procedura di concessione dovrebbe durare al massimo 6 mesi grazie ad una istanza unica. Ma molte Regioni non sono ancora pronte: in Campania sono necessari sedici mesi, in Sicilia addirittura venticinque! Ma Gianni Silvestrini di Kyoto Club, non è affatto pessimista: “Per il nostro Paese la crisi finanziaria può diventare un motivo di stimolo positivo, considerando i ricchi incentivi a disposizione.” Per le banche, infatti il finanziamento di eco-impianti è un affare sicuro grazie agli incentivi offerti dallo Stato. Il ritorno sarebbe garantito in sei o sette anni, senza considerare neppure i progressi tecnologici che farebbero diminuire i costi di produzione.

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