Incentivi fiscali contro la fuga di cervelli

Approvata alla Camera una proposta di legge bipartisan per contrastare la fuga di scienziati all’estero e promuoverne il rientro in Italia. Il provvedimento approvato, oltre a una favorevole leva fiscale, prevede una serie di semplificazioni burocratiche che agevoleranno le procedure di rientro.

Potranno usufruire degli incentivi fiscali i giovani under 40 che da almeno due anni continuativi lavorano in un Paese diverso dall’Italia, i cittadini comunitari under 40 che abbiano svolto studi all’estero per almeno 2 anni per il conseguimento di una laurea o una specializzazione post lauream.

I beneficiari degli incentivi dovranno necessarimente trasferire il domicilio in Italia entro tre mesi dal rientro. Perderanno invece il beneficio se cambiani la residenza o il domicilio fuori dall’Italia prima di 5 anni dalla fruizione del primo beneficio fiscale.

I redditi da lavoro (dipendente, d’impresa, autonomo) percepiti dai giovani che fanno rientro concorrerrano alla formazione dell’imponibile in misura ridotta, pari al 20% per le lavoratrici dipendenti e per i lavoratori dipendenti presso una struttura produttiva della Sardegna e delle Regioni del Mezzogiorno. In questo caso gli incentivi riguardano anche i datori di lavoro. La percentuale viene stimata al 30% per le altre Regioni.

Il testo normativo prevede la validità triennale del provvedimento dalla data dell’entrata in vigore al 31 dicembre 2010.

Precarietà, salari bassi e scarso merito spingono i giovani ricercatori a lasciare l’Italia. Secondo le stime Ocse i lavoratori italiani altamente qualificati che lavorano all’estero rappresentano il 7% dell’intera popolazione laureata. La fuga selettiva dei ricercatori è più alta rispetto agli altri Paesi.

Considerato il carattere bipartisan della proposta di legge è auspicabile il buon esito finale nella lettura al Senato e quindi la prospettiva favorevole del patrimonio scientifico e culturale del nostro Paese.

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