UE verso il 'Made in' obbligatorio

La legge europea sul “Made in” obbligatorio per quasi tutti i beni importati nell’UE da paesi terzi è alle battute finali. Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di regolamento preparata dalla deputata italiana Cristina Muscardini del PPE, sul sistema pan-europeo di etichettatura del paese d’origine per i prodotti importati da paesi terzi. L’etichetta, compreso il paese d’origine, potrà essere scritta in inglese e permetterà ai consumatori europei di compiere finalmente una scelta realmente informata.

I prodotti interessati dal regolamento sono quelli tessili, farmaceutici, gli strumenti di lavoro, rubinetteria e mobili; sono esclusi i prodotti agricoli e ittici. L’etichetta andrà sul prodotto, a meno che non lo danneggi e, per quelli impacchettati, sia sul bene che sulla confezione. In caso di violazione delle regole, sono previste anche sanzioni. Il testo approvato dal Parlamento passa ora all’esame del Consiglio e, una volta trovato l’accordo, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l’Ue un anno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Avrà durata di 5 anni, dopodiché bisognerà decidere se rinnovarlo o modificarlo.

Il Movimento Difesa del Cittadino ha espresso soddisfazione per la votazione del Parlamento Europeo e ha precisato: “Siamo soddisfatti non perché non si bloccheranno le importazioni, ma perché i consumatori europei potranno finalmente scegliere più liberamente in fase di acquisto dei prodotti. Chiediamo ora l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine delle materie prime prevalenti paese per paese e dei luoghi dove svolgono le fasi più importanti della lavorazione dei prodotti, in particolare per i prodotti tessili”.

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