Depositi bancari: in arrivo un fondo europeo a tutela del risparmio
Al G8 di Camp David, è emerso come sia assurdo che l’Europa non sia dotata di un’assicurazione sui depositi bancari, conti correnti e conti deposito, che sia valida per tutti i cittadini europei. Gli Stati membri del G8 continuano, infatti, a puntare il dito contro tutta quella serie di comportamenti irrazionali da parte dei risparmiatori, che non fanno altro che aggravare una situazione già di per sé poco stabile degli istituti di credito.
E l’Italia, almeno in questo, non resta a guardare: il premier italiano Mario Monti sembra stia spingendo perché si adotti il prima possibile una soluzione. Va tuttavia ricordato che in Italia gli istituti di credito hanno già l’obbligo di aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre i clienti di ogni istituto fino a 100.000 euro.
Ma vediamo a cosa servirebbe, nel concreto, l’adozione di un sistema di assicurazione unico per l’Europa. Innanzitutto, si avrebbe una riduzione dei costi amministrativi che ammontano – per diverse nazioni – a circa 40 milioni di euro all’anno.
Inoltre, in caso di fallimento di un istituto, il sistema sovranazionale permetterebbe di ridurre l’impatto sui consumatori rispetto al più circoscritto sistema nazionale.
Infine, il vantaggio maggiore che un sistema comune potrebbe apportare, risiede in una questione di giustizia: qualora infatti ci si dovesse trovare di fronte a una crisi bancaria transnazionale, uno schema valido per l’intera Eurozona potrebbe incentivare una soluzione comune nell’interesse di tutti i depositanti, riducendo al minimo i possibili favoritismi verso alcuni Paesi piuttosto di altri.
A sostenere la questione dell’assicurazione comune sui depositi abbiamo anche Mario Draghi, il cui operato, ai tempi del “Financial stability board”, andava nella stessa direzione. E anche oggi, in qualità di chairman dell’Esrb (European systemic risk board) responsabile della vigilanza macroprudenziale in Eurolandia, continua a sostenere questa tesi.









