Credito al consumo: arriva valutazione dei Prefetti sugli intermediari finanziari

In un momento d’instabilità economica sempre più italiani scelgono di risparmiare e depositare il proprio denaro nei depositi bancari. Molto spesso però una spesa improvvisa, un investimento o un acquisto importante inducono i cittadini a rivolgersi alle banche per richiedere la liquidità necessaria. In queste circostanze studiare l’offerta del mercato, leggere con attenzione le condizioni generali dell’offerta di credito e confrontare i prestiti più convenienti del momento sono operazioni molto utili ai fini di una scelta consapevole e vantaggiosa.

L’accesso al credito, però, potrà contare d’ora in poi su una nuova procedura introdotta dal Decreto Legge 29/2012. Il provvedimento, emanato da Bankitalia, mira ad un maggior controllo dell’operato degli intermediari finanziari, a tutela dei consumatori che in questo modo potranno accedere a prestiti bancari più vantaggiosi.

Chi volesse chiedere un finanziamento ha la possibilità, secondo quanto stabilito dalla disciplina introdotta dalla Banca d’Italia, di rivolgersi al Prefetto per l’avvio di una speciale procedura, qualora si trovasse nella condizione di dover contestare la banca per l’erogazione mancata, ridotta o revocata del prestito, o nel caso in cui subisse l’inasprimento delle condizioni applicate o in caso di altri comportamenti dubbi concernenti la valutazione del merito creditizio.

Sarà poi compito del Prefetto, ricevuta l’istanza, realizzare un’informativa sul merito della stessa e, quindi, invitare la banca a fare il punto sulla situazione. L’istituto avrà a disposizione 30 giorni di tempo per portare a termine la sua valutazione sul merito creditizio. La palla ritornerà poi al Prefetto che, con una relazione, motiverà le ragioni per le quali ritiene eventualmente necessario sottoporre la questione all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF).

L’ABF, dal momento della ricezione, ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi. Qualora venga accolto il ricorso, anche se non completamente, l’intermediario deve adempiere nei termini stabiliti dall’ABF. Resta ferma la facoltà, per entrambe le parti, di ricorrere all’autorità giudiziaria.

L’iniziativa parte con il beneplacito delle Associazioni dei consumatori, che invitano comunque a vigilare sulla corretta attuazione della norma. Confconsumatori Puglia ha, ad esempio, esortato i Prefetti pugliesi all’applicazione della disciplina, “sia pubblicizzando presso i cittadini questo Vostro nuovo potere di intervento, sia apprestando gli Uffici con le risorse umane necessarie per erogare questo nuovo servizio”.

È un ulteriore passo in avanti verso quel rapporto di trasparenza da molto auspicato tra consumatori e istituti di credito, ma anche tra cittadini e istituzioni.

In generale, però, cosa bisogna sapere quando si decide di chiedere un prestito? Una corretta informazione, infatti, è fondamentale per scegliere con più consapevolezza il finanziamento che più si addice alle proprie esigenze. Un buon modo per orientarsi è effettuare un confronto online tra i vari istituti e le loro proposte. Per valutare se un prestito è o meno vantaggioso si devono considerare alcune caratteristiche.

Il TAEG, ossia il tasso annuo effettivo globale, rappresenta il costo effettivo del finanziamento e comprende, gli interessi applicati sulla somma erogata dalla banca e le altre spese extra, come quelle di istruttoria. Più il TAEG è basso, quindi, più il prestito sarà vantaggioso.

Il TAN, ossia il tasso annuo nominale, rappresenta esclusivamente il tasso di interesse applicato sul finanziamento. Il TAN quindi sarà sempre più basso del TAEG e perciò è consigliabile, nei confronti, prendere quest’ultimo come punto di riferimento.

Inoltre bisogna valutare con attenzione la durata del prestito, non solo perché questa andrà ad influire direttamente sull’ammontare delle rate mensili, ma anche per evitare, specie nel caso ci siano altri finanziamenti in corso, di indebitarsi al di sopra delle proprie possibilità.

Infine, molti istituti, soprattutto nei casi in cui l’importo da finanziare è ingente, potrebbero richiedere come ulteriore garanzia la stipula di un’assicurazione a rischio vita o rischio stipendio, che garantirebbe il rimborso delle rate qualora il beneficiario del prestito fosse impossibilitato a pagarle per problemi di salute o economici. Bisogna specificare, tuttavia, che se è un diritto della banca chiedere la stipula di una polizza assicurativa, il cliente ha diritto a scegliere autonomamente la compagnia assicurativa cui rivolgersi.

 

 

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