Shopping a cuor leggero se lo scontrino è detraibile

In tempo di saldi, la domanda sembra ancor più puntuale: ma non sarebbe più bello fare acquisti se gli scontrini fossero detraibili dalla dichiarazione dei redditi?
E non sarebbe appagante pensare che questo potrebbe contribuire a combattere l’evasione fiscale?
Di questo sta discutendo il Governo. La manovra non è proprio nuova. Fu infatti il Governo Monti a proporla. La stessa è ora in esame presso la Commissione Finanze della Camera ed entro l’estate dovrebbe ricevere approvazione definitiva. E se fin da subito ha destato qualche perplessità, il “contrasto di interessi” ovvero la situazione, piuttosto familiare nella vita di tutti noi, in cui gioco forza “a uno conviene la fattura, all’ altro il nero“, oggi pare prevalere il convincimento che richiedere lo scontrino dopo la prestazione (obbligando così il venditore a registrare gli incassi) sia in realtà un gesto di normale e auspicabile civiltà.
La gamma di spese detraibili dalla dichiarazione dei redditi è molto ampia.
Si va dalle fatture dell’idraulico, a quelle del carrozziere, passando per il tecnico della lavatrice e il professionista.
Tra le mportanti riforme incluse nella manovra:  quella sul catasto, le semplificazioni fiscali, il codice unico dei giochi, le norme sulla certezza del diritto e la tassazione ambientale, il precedentemente ricordato “contrasto di interessi“, e ovviamente i bonus, pacchetti piuttosto danarosi che favoriscono le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico.
Starà poi ovviamente al governo stilare un elenco preciso delle spese detraibili. Ma farà bene a ricordare che la detrazione degli scontrini potrebbe comunque segnare la ripresa dei consumi: perché in fin dei conti se è possibile “scaricare” più spese ci si potrebbe permettere un maggiori acquisti…  e la cosa non dispiacerebbe ai più!

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