Talent Garden: il coworking made in Italy punta alla conquista di New York

A poco più di vent’anni ha lanciato un’idea innovativa sugli spazi di lavoro condivisi che ha avuto subito successo nella sua città, Brescia, propagandosi rapidamente a Milano, Torino, Padova, Bergamo e in molte altre ancora. E ora, che di anni ne ha 23, il suo progetto sta per conquistare New York! Lui si chiama Davide Dattoli e la sua “creatura” è “Talent Garden”.

All’inizio si è trattato semplicemente di riunire in uno spazio lavorativo comune e low cost alcuni giovani talenti attivi nell’ambito del digitale, con il supporto di un editore del Bresciano: un’idea che a poco a poco si è trasformata in progetto, lievitando a vista d’occhio. In questo senso è interessante anche la forma di espansione e di sviluppo del progetto, che anziché essere pianificato a tavolino è nato anche e soprattutto grazie a una “spinta dal basso” proveniente dagli utenti stessi: un aspetto che, implicitamente, sottolinea come la necessità di spazi di sviluppo comune venga ormai vissuta come un’esigenza condivisa a tutti gli effetti.

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Oggi i “Talent Garden” iniziano a moltiplicarsi come funghi e ospitano più di 400 startupper. Ma cos’è “Talent Garden” e qual è il suo valore aggiunto rispetto agli esperimenti di coworking che anche in Italia iniziano a pullulare?  A parlare chiaro, in parte è già il nome stesso: “Talent Garden” è un ecosistema dove le menti brillanti si sfidano e si contamino, una sorta di metaforico giardino dei talenti le cui sedi possono essere considerate come grandi contenitori di interscambio. Ma non è solo questa la caratteristica distintiva del progetto, che viene definito da Stefano Saladino, Responsabile di Comunicazione, come una “community di innovatori digitali” Uno degli elementi distintivi di “Talent Garden” è infatti proprio questo: una “verticalità” che di fatto trasforma la contaminazione in condivisione reale, concretamente intesa. Detto in pillole: gli assidui frequentatori di questi campus locali, sono proprio loro: i cosiddetti nerd, scafati e creativi esploratori del mondo digitale che, quando non c’è,  il lavoro sono sempre più abituati a crearselo, discutendo e scambiando idee nell’ambito di un network di campus locali aperti 24 ore su 24.

Un’atmosfera piacevole, quasi ludica, scrivanie ecocompatibili, un biliardino per chi voglia spezzare la giornata con una partita di calcio balilla: questi gli aspetti comuni dei diversi “Talent Garden” che da Brescia si sono espansi a Milano, Bergamo, Torino, Pisa, Genova e Padova e che ora puntano anche oltreoceano, mirando a conquistare nientemeno che la Grande Mela; a New York, infatti, la start up bresciana si è aggiudicata  il quinto posto al premio “Take the HELM”, la sfida lanciata dal sindaco della città alle start up di tutto il mondo per la riqualificazione della Lower Manhattan. “Quest’anno non abbiamo vinto ed è stato scelto un altro progetto – commenta Stefano Saladino – ma sono comunque già in atto nuovi contatti che sembrano promettere bene: molto probabilmente riusciremo ad aprire una sede a New York entro il primo semestre del 2014.

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