Mutui casa, giù lo spread e su le richieste: nuova linfa al mercato?

Uno dei principali scogli che le giovani coppie desiderose di comprare casa si trovano davanti è la scelta del mutuo. A causa dell’ampia varietà di prodotti disponibili, spesso non è facile capire quale sia la soluzione più adatta a sé. In linea di massima, però, per chi puntasse a massimizzare il risparmio, informarsi sui mutui online è certamente una mossa vincente, dal momento che questi presentano solitamente condizioni più vantaggiose rispetto a quelli tradizionali.

Buonissime notizie sono in arrivo per chi ha in mente di chiedere un mutuo vantaggioso: a quanto pare il mercato sembra riprendersi, data la buona congiuntura data dall’abbassamento dello spread e del rialzo della richiesta. Ma attenzione sempre a come si sceglie: necessario è guardare alle proprie esigenze e, se non si vuol spendere più del necessario, si può anche pensare anche di accendere un mutuo online conveniente in grado di abbattere ogni spesa di gestione.

Non lasciamoci quindi affascinare dai soli dati, ma andiamo più a fondo senza accontentarci della prima offerta del mercato: un consiglio d’oro per chi non vuol rischiare di far soffrire il portafogli è quello di sfruttare appieno le funzionalità dei portali di confronto online, in grado di comparare i prodotti di Mutuo Arancio o quelli di altri operatori in maniera agile.

Il mercato, infatti, sembra pronto per il ritorno al confronto delle offerte: come spesso accade, necessità fa virtù e allora a causa del lungo periodo nero delle sofferenze bancarie registrate dal mercato dei prestiti e dei mutui, questi protagonisti volubili decidono di ritornare a investire nel settore immobiliare, messo all’angoletto per ben tre anni.

Lo spread tra l’altro continua la sua discesa: sono dati d ceto lontani rispetto al periodo pre-crisi, ma dal 2013 ad oggi si passa dal 3,5% dei tassi al 2%. In particolare i mutui per le famiglie arrivano al tasso del 3%, un livello standard che risulta molto più vantaggioso rispetto alle offerte di prestiti non ipotecari e dei mutui rivolti all’economia, dunque alle imprese.

Merito delle manovre irate ad abbassare lo spread, che a quanto pare agiscono specificatamente sui tassi variabili, non di rado più convenienti dei tassi fissi: a bilanciare infatti quella “incertezza” della rata mensile da versare alla banca c’è spesso un prezzo molto vantaggioso che non sale mai, anche in fase di forte rialzo dei tassi, oltre i livelli del fisso.

La forbice tra le due tipologie di offerte è dunque molto ampia, con un panorama particolarmente sfavorevole per chi h optato per un tasso fisso: si stima infatti che la distanza in termini economici tra un mutuo a tasso variabile e uno a tasso fisso si concentri su più di 125 euro (555 euro una rata mensile con un variabile, 682 per una rata fissa).

All’orizzonte d’altra parte si vede chiaro: il mercato immobiliare freme letteralmente in attesa del Piano Casa e dell’effettiva erogazione dei tanto decantati 2 miliardi di euro stanziati dalla Cassa depositi e prestiti per famiglie in difficoltà (numerose, con portatori di handicap a carico, magari anche con un solo reddito disponibile) e per chi decide di spingersi sulla riqualificazione energetica della propria abitazione o di privilegiare la scelta di una casa più costosa ma con l’equivalente della classe A++ degli elettrodomestici quanto a risparmio d’energia.

Tali agevolazioni però non incideranno sulla decisione delle banche di erogare mutui: qualora alla banca non piaccia il potenziale creditore, la finanziaria riserva una certa discrezionalità nella scelta. Ma dai dati emersi dal mercato dei mutui le banche non sembrano dire “no” troppo spesso.

La domanda dalla scorsa estate si fa più pressante e nel corso dello scorso anno i dati sull’erogazione hanno lasciato ben sperare: infatti, cresce rispetto all’anno ancora precedente la percentuale delle case acquistate grazie a un finanziamento ipotecario (37,6% contro il 37% del 2012) anche se si guarda sempre con un sospiro malinconico al 50% del periodo precedente alla crisi economica. Grazie alla discesa dello spread scende il tasso medio per la prima rata di 30 centesimi di euro.

Infine, la Fiaip – nell’ambito di uno studio effettuato somministrando un sondaggio agli agenti immobiliari – rivela che il mutuo non va a coprire una percentuale elevata del valore ipotecario dell’immobile. Da dati esatti ecco quindi che si apprende che solo il 31% dei casi è riuscito a stipulare un mutuo coprendo più del 50% del valore dell’abitazione. Si confida però anche per questo nell’evoluzione, a quanto pare tendenzialmente positiva, del mercato in seguito all’effettivo funzionamento del Piano Casa.

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