Corecom in difesa degli utenti dei servizi di telefonia e pay tv

Grazie al lavoro di Agcom e dei vari Corecom sul territorio, gli operatori di telefonia e pay tv hanno restituito agli utenti 24,7 milioni di euro.

Nel momento in cui ci si trova insoddisfatti della proposta televisiva offerta dalle reti generaliste, una soluzione può essere quella di confrontare i prodotti Sky e quelli di Mediaset Premium per scoprire se esiste un pacchetto utile a soddisfare le proprie esigenze specifiche. Più difficile è invece riuscire a far rispettare i propri diritti di consumatore in caso di disservizi o disguidi.

Ad occuparsi del fondamentale compito di far rispettare criteri di correttezza, trasparenza e in generale tutti i diritti degli utenti di un servizio, ci pensa l’Agcom, ovvero l’Autorità Garante delle Comunicazioni che, in parte, delega tale impegno alle sedi regionali del Corecom.
È proprio per assicurare un impegno costante su questi temi chealcune funzioni dell’Autorità sono state decentrate ai vari Corecom. Nel 2013 il lavoro di questi enti ha portato alla restituzione di circa 24,7 milioni di euro, riconosciuti a titolo di risarcimento dagli operatori telefonici e da quelli di pay tv a utenti che avevano lamentato disservizi e problemi di varia natura.

Un altro dato interessante riguarda in particolare il Corecom dell’Emilia Romagna che, da solo, ha accumulato indennizzi per oltre 2,3 milioni di euro, poco meno quindi del 10% dell’importo totale restituito a livello nazionale a seguito delle procedure di conciliazione delle controversie tra operatori delle telecomunicazioni e utenti danneggiati. Sono dati importanti che emergono dai dati sull’attività di conciliazione svolta dal Corecom emiliano: nel 2013 sono state ben 4.757 le domande pervenute (con un incremento del 2,85% rispetto al 2012) al Corecom.

Di queste, inoltre ben il 96% sono risultate ammissibili. Sempre secondo i dati dell’anno passato, l’operatore che più ha subito segnalazioni è stato Vodafone che ha raccolto ben 989 istanze di utenti, ovvero il 20% del totale; segue Telecom Italia con 915 richieste di rimborso (19,23%) e Fastweb (599 richieste, 12,59%). Anche se i 2,3 milioni fatti restituire agli utenti sono meno rispetto ai 2,7 milioni del 2012, l’obiettivo dell’attività di ogni Corecom non è solo quello di ottenere rimborsi ma anche, e soprattutto, di stimolare comportamenti trasparenti e corretti da parte degli operatori.

È giusto ricordare che l’importantissima attività di Agcom e dei vari Corecom su tutto il territorio nazionale è completamente gratuito e le spese, solo per quello dell’Emilia Romagna, hanno ormai superato il milione di euro e sono in parte sostenute dalla Regione e in parte dall’Autorità stessa. Il servizio di conciliazione è anche piuttosto rapido e in tempi brevi riesce nella maggior parte dei casi a ottenere il risultato previsto nella risoluzione dei contrasti e dei disservizi: negli ultimi anni, vista anche la diffusione di pay tv, smartphone, tablet, servizi di connessione internet casalinga, ecc. le richieste di aiuto aumentano.

Un ulteriore motivo che rende l’attività dell’Agcom e dei Corecom sempre più fondamentale, considerando anche che alla maggiore diffusione di certi servizi non è seguita una maggiore trasparenza e correttezza degli operatori di telecomunicazioni. È importante inoltre che gli stessi consumatori si facciano garanti dei propri diritti, rendendosi sempre più consapevoli dei comportamenti scorretti o illegali. A questo però dovrà sempre aggiungersi l’attenzione nella lettura dei contratti, perché, sfortunatamente, nel caso che il contratto da noi firmato con leggerezza preveda penali o costi che non avevamo considerato, l’Agcom non potrà fare nulla.

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