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A scuola di new economy

L’economia digitale rappresenta, di fatto, una delle forme di sviluppo più interessanti e concrete per il presente e il futuro delle piccole e medie imprese italiane (Pmi). Tuttavia, manca ancora un adeguato sostegno (non necessariamente finanziario) non solo alle aziende che vogliono informatizzarsi, ma anche a quelle che intendono avviare forme di aggiornamento del personale e di adeguamento tecnologico.
Un problema serio che negli ultimi anni è stato affrontato in prima linea da Cedcamera, l’organismo che coordina i servizi informativi della Camera di Commercio di Milano. Già nel 2000 era nato il progetto “Screen”, un programma didattico per l’alfabetizzazione nell’utilizzo di internet in favore di 500 Pmi. Oggi la questione è stata analizzata in modo più approfondito, tenuto conto del crescente approccio alla tecnologia informatica da parte delle aziende.
In quest’ottica sono stati sviluppati alcuni percorsi formativi di riferimento nell’ambito delle informazioni sensibili (privacy), della sicurezza informatica, della firma digitale, del web startup e del telelavoro. Così, quest’anno sono stati realizzati, grazie alla collaborazione della Regione Lombardia, tre nuovi progetti finanziati con il contributo del Fondo sociale europeo.
Il primo si chiama “Fides” (Firma digitale e sicurezza) e si rivolge a 300 imprese che vogliono approfondire gli aspetti della protezione informatica dei dati compreso il trattamento della firma elettronica e le leggi sulla privacy. Alle aziende partecipanti verranno forniti strumenti per la rilevazione dei dati sensibili e per l’analisi della sicurezza aziendale, una smart card della Camera di Commercio di Milano con il relativo lettore, oltre al software necessario per partecipare ai corsi.
Il secondo corso si chiama “Coppi” (Commercio online per piccole imprese) ed è rivolto a 100 aziende che intendono affrontare la sfida dell’e-commerce con maggiore consapevolezza sui sistemi di logistica, i pagamenti, i metodi di comunicazione e promozione, la scelta dei prodotti, sbaragliare la concorrenza.
Il terzo corso si chiama “Fair” (Formazione alle applicazioni remote) ed è studiato per 160 dipendenti di imprese che vogliono analizzare le problematiche del telelavoro.

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