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L'Europa del lavoro apre le sue frontiere

Dal primo febbraio prossimo sarà più facile per i cittadini certificare le proprie competenze e qualifiche in uno Stato membro diverso dal proprio. La Commissione europea, ha infatti messo a punto un nuovo strumento, chiamato Europass, che riunisce vari documenti in un unico semplice portafoglio. L’obiettivo di Europass è di elevare la trasparenza sul mercato del lavoro, permettendo una migliore comprensione dei titoli di uno studente o di un candidato a un lavoro in un paese diverso da quello in cui li ha conseguiti. In questo modo, Europass agevolerà la mobilità internazionale tanto di chi intende frequentare scuole o corsi all’estero, quanto di chi intende spostarsi per motivi di lavoro.
Europass sarà composto da cinque elementi principali. Il primo è il “Curriculum europeo”, in una versione leggermente migliorata rispetto a quella attuale, soprattutto dal punto di vista terminologico. Il secondo è “Europass-Mobility”, destinato a registrare i periodi trascorsi all’estero che soddisfano certi criteri qualitativi e rilasciato dagli organismi di provenienza o di accoglienza.
Il terzo elemento è il “Supplemento al diploma”, messo a punto congiuntamente dal Consiglio europeo e dall’Unesco per migliorare la trasparenza dei diplomi di istruzione superiore. È compilato dall’istituto presso cui si è seguito il corso di studi, che lo rilascia insieme al diploma di cui costituisce il supplemento e di cui definisce il valore e le caratteristiche.
Il “Supplemento di certificato” è simile al documento precedente, ma riguarda l’istruzione e la formazione professionale. Il “Portfolio Europass delle lingue”, infine, serve a registrare le proprie competenze linguistiche.
Europass sarà lanciato ufficialmente il 31 gennaio e il 1° febbraio nel corso di una conferenza inaugurale a Lussemburgo, cui parteciperanno la Presidenze del Consiglio Ue e la Direzione generale Istruzione e cultura della Commissione europea.

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