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In Toscana un intervento per 600 lavoratori svantaggiati

Un milione e 600mila euro per azioni a favore di 600 lavori svantaggiati. E’ quanto promosso dalla regione Toscana, insieme alle province di Arezzo, Firenze, Massa Carrara, Pisa e Pistoia, con PARI, il programma di Italia Lavoro S.p.A. (agenzia tecnica del Ministero del Welfare) per il re-impiego di lavoratori svantaggiati. Il progetto toscano, predisposto dalla regione con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro, è stato approvato dalla direzione generale degli Ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione del ministero del Lavoro. Le risorse a disposizione saranno utilizzate anche per contributi all’inserimento lavorativo e voucher formativi. Dei 600 lavoratori interessati, infatti, 500 sono in regime di cassa integrazione straordinaria o di mobilità ( provenienti da accordi aziendali e/o settoriali in deroga) e 100 disoccupati che non percepiscono indennità e sussidi legati allo stato di disoccupazione e inoccupazione. I beneficiari delle azioni saranno individuati tra le donne in reinserimento, gli inoccupati e i disoccupati, che abbiano un’età compresa tra i 45 ed i 55 anni. Le modalità operative dell’intervento, che sarà monitorato da un comitato di pilotaggio, sono state pianificate nel corso di un incontro cui hanno partecipato i rappresentanti di Italia Lavoro S.p.A, della regione Toscana e delle 5 province. Un gruppo territoriale operativo, che valuterà l’impatto sul territorio delle azioni, verrà invece costituito con la partecipazione dei centri per l’impiego. Il progetto integra tre tipologie di azioni: azioni finalizzate al reimpiego e all’incremento dell’occupabilità dei lavoratori, con la realizzazione di una rete integrata di servizi con la sperimentazione di sportelli di workfare presso i centri per l’impiego, la promozione della qualificazione dei servizi per il lavoro della regione, con il trasferimento agli operatori delle metodologie e degli strumenti per il reimpiego e la loro partecipazione attiva nella realizzazione delle azioni, e, infine, la realizzazione di un sistema di monitoraggio delle crisi aziendali e di settore, con la costituzione di un osservatorio in grado di fornire dati che possano consentire la predisposizione di interventi di ricollocazione mirata e di prevenire situazioni di crisi

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