L'Europa riduce il ritardo nella ricerca

E’ ormai ampiamente condivisa l’importanza fondamentale attribuita agli investimenti in Ricerca & Sviluppo (R&S) nell’evoluzione economica di un paese. Quindi la notizia che l’Europa, nel suo complesso, stia cominciando a ridurre il gap con Giappone e Stati Uniti è senz’altro da inserire, a buon diritto, tra le notizie positive, nonostante il PIL investito in R&S sia del 1,84%, ancora lontano quindi dall’obiettivo del 3%. La situazione varia, però, anche sensibilmente esaminando le performance dei singoli paesi. Tra quelli che vantano punteggi molto più elevati della media troviamo la Svizzera, seguita da Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca e Regno Unito (non a caso sono presenti ben tre paesi nordici, campioni anche nelle politiche del lavoro). Da sottolineare che, anche se si collocano sotto la media europea, alcuni paesi entrati di recente nell’UE – Cipro, Romania, Bulgaria – registrano i progressi maggiori.

Passando ai ricercatori, si rileva un aumento del numero dei ricercatori europei. Anche la destinazione europea inizia ad apparire più interessante sia ai ricercatori stranieri che agli investitori privati nel settore Ricerca & Sviluppo provenienti dagli Stati Uniti.
Resta da colmare il ritardo riguardante gli investimenti delle imprese, nell’innovazione e nelle tecnologie dell’informazione. Inoltre le imprese europee dovrebbero cominciare ad incrementare gli investimenti in altri settori ritenuti competitivamente strategici quali formazione, progettazione e marketing.

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