Forte aumento dell'occupazione nel no-profit

In controtendenza con molti altri dati, in ambito economia e lavoro, in Europa è possibile parlare di crescita – in alcune regioni e nazioni addirittura vertiginosa – dell’occupazione nel no-profit. Si registra infatti un aumento nel numero degli occupati, passando dagli oltre 11 milioni del 2003 ai circa 20 milioni del 2008 (gli italiani sono più di 1.300.000) e incidendo per il 6% sull’occupazione totale. Le imprese sono circa 6 milioni e il loro contributo all’economia mondiale è di 302 miliardi di euro.

Interessante è notare che per ogni organizzazione che chiude l’attività, anche qui in nettissima controtendenza, dieci nuove imprese del cosiddetto terzo settore (no-profit) aprono i battenti.

Se dal lavoro nell’economia sociale passiamo ad esaminare i dati relativi al volontariato “puro” scopriamo, scorrendo i dati Istat relativi agli anni dal 1995 al 2003, che nel nostro Paese c’è stata una crescita del 152% con Sicilia e Molise in testa con performance straordinarie, rispettivamente del 1067% e del 591%.

Venendo al mondo della cooperazione, che rappresenta attraverso le cooperative sociali un’importante fetta dell’occupazione rileviamo, da statistiche elaborate dalla Confcooperative, che negli ultimi dieci anni, queste hanno raddoppiato sia gli addetti che il fatturato.
Non è un caso che l’occupazione, in tali settori, registri aumenti considerevoli proprio nei periodi di crisi, rappresentando una risposta solidale in momenti di forte sofferenza sociale.

Intervenendo in misura significativa in settori quali l’assistenza alle persone fragili, l’integrazione e il disagio, il no-profit continua ad esercitare quel ruolo di supporto sociale completando, se non addirittura sostituendolo, in taluni casi, l’intervento dell’amministrazione statale.

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