La crisi spinge alla nascita di nuove imprese

Secondo i dati elaborati recentemente dalla Camera di Commercio di Milano e relativi all’ultimo trimestre 2008 e al primo del 2009 sono più di 30mila le iscrizioni di nuove imprese in Italia, su un totale complessivo di 74.687. Il 63% del totale è costituito da ditte individuali (+22mila nel primo trimestre 2009). La Lombardia registra il 15% dei neo imprenditori individuali.Anche Milano, tradizionale sede di multinazionali e grande aziende, vede per la prima volta in testa le iscrizioni di imprese individuali rispetto alle società di persone e a quelle di capitali.

Un altro dato interessante arriva dal terzo posto, tra le imprese individuali, occupato dall’agricoltura. Questo segnala la rinnovata attenzione, un effetto che si può definire positivo della crisi, per settori un tempo sottovalutati e che si accompagna al costante interesse per le energie alternative e stili di vita più sostenibili.

Non è una novità che in tempi economici difficili accanto alla consistente perdita di posti di lavoro dipendente si assista ad un fiorire di attività autonome. Il fenomeno attuale, come osserva Carlo Sangalli presidente di Confcommercio e della Camera di Commercio di Milano, riguarda tutti i settori e tutti i soggetti.
E’ donna un neo-imprenditore su tre, mentre gli immigrati partecipano in maniera significativa in settori come l’edilizia e la gestione di attività commerciali.

L’approdare all’attività autonoma dopo la perdita, talvolta traumatica, di un lavoro“fisso”, può essere a volte una scelta obbligata; non bisogna però sottovalutare le occasioni che può offrire, in termini di acquisizione di nuove competenze e rinnovato entusiasmo per un’attività che si sente propria.
C’è da segnalare poi che è ormai consolidata l’attenzione delle amministrazioni locali e dei referenti sul territorio per tutte quelle azioni che prevedono il supporto, sia tutoriale che economico, all’aspirante imprenditore.
Il suggerimento è, quindi, prima di lanciarsi a testa bassa nell’impresa, di contattare i possibili interlocutori, come ad esempio i Centri per l’Impiego, le Camere di Commercio, gli Sportelli Donna e gli Informagiovani del comune di residenza, a seconda delle categoria in cui rientrano le persone interessate al servizio.

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