Presentata una guida per contrastare il mobbing

L’Agenzia Umbria Ricerche ha realizzato per conto della Regione, una guida pratica per far conoscere il fenomeno mobbing. Il documento, redatto in ventisei pagine e consultabile online, fornisce una serie di indicazioni semplici e chiare rivolte principalmente ai lavoratori e a chi si interessa del problema. Una delle caratteristiche del mobbing, si basa sulla difficoltà delle vittime a chiedere aiuto; la guida infatti, contiene informazioni sul riconoscimento del fenomeno, la tutela guiridica, le garanzie legali e le strutture istituzionali, sindacali, sanitarie e associative, presso le quali rivolgersi.
In Italia, si stima che le vittime del mobbing siano circa 1,5 milioni, il 65% concentrata nelle regioni del nord, il 52% donne e il 70% nella pubblica amministrazione. Circa il 40% delle vittime, può subire mobbing da uno a cinque anni, il 25% invece, può protarsi fino a dieci anni.
In Europa, un range che va dall’8 al 13% di suicidi, trova cause nel mobbing (dati Inas Apq, Ispels, Osservatorio nazionale mobbing).

La tutela giuridica italiana sul lavoro è ampia e articolata: codice civile e penale, Statuto dei lavoratori, L. 626/94, Risoluzione europea 2001, sentenze cassazione, il nuovo D.lgs 81/2008. Manca però una legge specifica contro il mobbing sul modello della Svezia, che dal 1992 si è dotata di un dispositivo legislativo specifico per prevenire e contrastare questo fenomeno.
La difficoltà a diagnosticare il mobbing come malattia professionale, il profilo psicologico delle vittime, l’inadeguato sviluppo organizzativo, i condizionamenti esterni al lavoro, le problematiche economiche e il sottile confine con lo straining e il burn-out, giustificano un approcio giuridico mirato che agevoli l’azione coordinata tra istituzioni, imprese, associazioni, Ausl e sindacati.

La Regione Umbria, insieme al Friuli e all’Abruzzo, nel 2005 ha emanato una legge regionale specifica che prevede percorsi mirati e un osservatorio regionale. Giuliano Bussotti, ricercatore dell’Agenzia Umbria, in un comunicato stampa spiega che “…bisogna fare di più, è necessario inserire la politica di monitoraggio nelle pieghe dei contratti nazionali delinendo così una buona prassi di gestione del rischio mobbing, sia nel pubblico che nel privato”.

La guida presentata rappresenta un passo avanti nell’informazione e uno stimolo alla presa di coscienza, rispetto a un fenomeno che condiziona negativamente il benessere dei lavoratori e la spesa sociale derivata.

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