Concluso con successo il workshop sulle Buone Notizie

L'intervento di Jacopo Fo durante il workshop

Si è concluso il workshop “Buone notizie: cambiare prospettiva – Il ruolo delle notizie positive nel panorama editoriale italiano”, organizzato da Buone Notizie.it, in collaborazione con Michele Dotti e Jacopo Fo che hanno fortemente voluto e condiviso questo incontro. Nelle due giornate di lavori è stato analizzato il ruolo dei mass-media italiani e il modello di informazione attualmente usato, basato sulla spettacolarizzazione e la drammatizzazione della cronaca nera, ed è stato proposto un modello di comunicazione più equilibrato ed aperto anche ai progressi in atto nella società. Il workshop ha visto la partecipazione di 8 relatori.

Il moderatore Davide Pietroni ha introdotto gli argomenti trattati nel corso dell’incontro, dando la parola all’organizzatore Silvio Malvolti, che ha raccontato l’esperienza pluriennale dell’Associazione Buone Notizie ed il suo impegno come editore nella realizzazione e promozione del sito BuoneNotizie.it, che da otto anni offre ai lettori un’alternativa all’informazione dei mass media tradizionali. “Dopo l’11 settembre 2001 i mass media hanno instillato un senso di paura e incertezza che ha soffocato qualunque spunto positivo, lasciando un vuoto che ho tentato di colmare con il progetto editoriale BuoneNotizie.it, che ha successivamente dato vita all’omonima associazione culturale non-profit allo scopo di dare una identità più forte ad un nuovo modello di informazione. A otto anni di distanza dall’inizio di questo percorso ho fortemente voluto questo incontro per verificare con altre realtà la possibilità di stringere delle sinergie confrontando i punti di vista di altri editori, operatori e studiosi della comunicazione”.

Ogni relatore ha offerto un personale taglio interpretativo frutto di esperienze tra loro differenti:

Jacopo Fo, co-autore con Michele Dotti del libro “Non è vero che tutto va peggio”, ha posto l’accento sul valore terapeutico della buona notizia, evidenziando l’urgenza di rompere il meccanismo delle cattive notizie attraverso quella che lui chiama “una guerriglia umana” ovvero un bombardamento di buone notizie.

Sergio Ferraris, nel duplice ruolo di responsabile di un ufficio stampa e di giornalista, ha posto il problema dell’interpretazione della notizia e della sua manipolazione, evidenziando come sempre più frequentemente il risultato sia un’informazione distorta.

Creare un mondo migliore attraverso il parlare positivo”: è questo il centro del problema posto da Michele Dotti nel suo appassionato intervento. Dotti ha raccontato la propria esperienza di educatore e di volontario nei Paesi del Sud del Mondo affermando “i nostri ragazzi sognano un mondo giusto e solidale, purtroppo però, il catastrofismo dei media, sempre più diffuso, sta distruggendo i loro sogni”.

Marco Fratoddi ha rilevato come, nel giornalismo ambientalista, vi sia ormai da tempo la tendenza all’allarmismo e all’esasperazione del rischio che hanno portato ad una crisi di rigetto rispetto a questa sovraesposizione del problema ambientale. “E’ importante – ha affermato Fratoddi – affiancare alla denuncia un atteggiamento più propositivo” e “costruire il bisogno di buone notizie nella gente”.

Partendo dall’assunto che la verità risiede nella complessità, Pietro Raitano ha definito la buona notizia come “quella notizia che riesca a restituire al lettore la complessità degli eventi”. Posto di fronte ad una tale notizia, il lettore potrà compiere una scelta consapevole e responsabile.

Sebastiano Todero ha spostato l’attenzione dai mass media ai personal media illustrando gli aspetti psicologici della comunicazione positiva.

Simone Canova ha concluso raccontando l’esperienza di Cacaonline, che ha fatto della comicità un importante veicolo per divulgare le notizie.

I lavori si sono chiusi domenica mattina dopo un intenso lavoro di gruppo da cui sono scaturite le linee guida per realizzare un portale “aggregatore” che raccolga le migliori buone notizie, oggi già proposte attraverso singoli siti o blog di ciascun relatore intervenuto. I lavori sono ancora aperti e le linee guida ancora in via di definizione.

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