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Cook the Mountain: a Expo 2015 si promuove la montagna attraverso la cucina

Se l’Expo non va alla montagna… la montagna va all’Expo, ecco quindi che nasce “Cook the Mountain”, una startup che si affaccerà sull’evento più importante del 2015 con una finalità tutt’altro che scontata: fare della cucina il catalizzatore culturale privilegiato per raccontare la montagna. Montagna intesa nel senso più ampio del termine, ovviamente, cioè come modello di sostenibilità ambientale e di sviluppo territoriale.

L’Italia è un paese turistico e questo si sa; tentando di evocare i soliti scenari italiani da cartolina, si scopre però qualcosa di meno evidente: sia che si parli dei faraglioni al largo di Capri, sia che si evochino pittoreschi scorci liguri – come Camogli o le Cinque Terre – i paesaggi più inflazionati hanno come minimo comune denominatore il mare. Nel mondo della gastronomia capita più o meno la stessa cosa e a livello di popolarità, nazionale e internazionale, all’interno del variegato panorama italiano spicca la clamorosa assenza della cucina di montagna. Ma siamo in tempi di startup: ecco quindi emergere una startup che coglie la palla al balzo e nasce con l’obiettivo di “portare le montagne a Expo 2015”, promuovendo in questo modo la visibilità della gastronomia e della cultura di montagna. In che modo? I modi sono molti, in realtà: è il motivo per cui è difficile riassumere il progetto in un’unica formula. “Cook the Mountain” è infatti un laboratorio di ricerca sulla gastronomia montana, ma anche un calendario di eventi che vanno via via definendosi e soprattutto un network pensato come simposio che punta a stabilire una connessione tra alpinisti, agricoltori e allevatori provenienti dalle aree montane di tutto il mondo.

È questo forse uno degli elementi più interessanti del progetto, che nasce locale ma respira internazionale e lo fa sfatando uno dei clichés più diffusi: quello che identifica la cultura montana in “spirito valligiano”, etichettandola automaticamente come cultura chiusa e impermeabile agli apporti esterni. La montagna è valle – certo – ma anche e soprattutto vetta, sguardo che spazia e orizzonte sconfinato. Non è quindi una casualità che la startup annoveri tra i suoi ideatori due personaggi come Robert Niederkofler (chef d’importanza internazionale, fondatore di “Chef Cup” e soprattutto “esploratore” dei diversi microcosmi montani del pianeta) e Alessandro Porcelli, chef, teorico, scrittore e fondatore di “Cook it Raw”, un network che mette in comunicazione gli chefs di tutto il mondo.

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