Andy e l'impossibilità di fingere… il futuro arriva, non resistere

Lasciatosi ormai definitivamente alle spalle le esperienze musicali passate con i Bluvertigo, Andrea Fumagalli, in arte Andy, classe 1971, fonda con Faber (Fabrizio Grigolo), Fabio Mittino, e più recentemente Luca Urbani, I Fluon, gruppo protagonista della nuova scena musicale italiana, già icona dell’underground indipendente. Artista completo e versatile Andy, nel corso degli anni si è espresso in una moltitudine di linguaggi artistici, suscitando anche l’interesse del gallerista newyorkese di fama internazionale Jonathan LeVine, vero scopritore di talenti del surrealismo pop. Lo abbiamo incontrato in occasione del video del loro nuovo singolo “Il nuovo che avanza”.

Nel 2012, Naked, il vostro primo brano era come un inno alla libertà e musicalmente un tributo agli anni ’80 rielaborati in chiave electro minimal.Oggi, con il vostro primo disco Futura Resistenza e il nuovo singolo Il Nuovo che Avanza la parola d’ordine sembra Evoluzione. 

Si, assolutamente. Evoluzione da una condizione precedente, ma anche liberà, all’ennesima potenza. Ovvero indipendenza totale dalle etichette musicali e dagli schemi imposti dall’alto. Con questo album abbiamo voluto tornare al concetto di preziosità dell’oggetto. Abbiamo infatti deciso di produrre poche copie dell’album ma che fossero pregiate. Poi, per me in particolare, Futura resistenza ha inoltre significato riscoperta della positività in un momento d’ombra, segnato dalla perdita di una persona molto cara. 

Resistenza che si traduce anche in una vostra chiara intenzione di rompere gli schemi di una società frenetica e imposta. Ma c’è di positivo nella crisi cui il mondo di oggi è soggetto?
La crisi offre sempre un’opportunità di scoprire un’altra faccia della medaglia e del sé. Le crisi ti mettono di fronte all’impossibilità di fingere. E sono sicuramente motivi di crescita e questo è senza dubbio un aspetto positivo di momenti difficili. Così come cercare e trovare soluzioni alternative a problemi. 

A proposito di soluzioni alternative, il vostro nuovo video del singolo “Il Nuovo che Avanza” è solo stato interamente realizzato grazie al crowdfunding e per di più 25 raisers ne hanno fatto parte. Come li avete scelti e quali energie vi ha trasmesso per questa vicinanza con i vostri fan?

Si, esatto. Il crowdfunding è stata un’esperienza alternativa e bellissima. Molto intensa, ricca e autentica. Grazie a questa scelta siamo riusciti ad essere totalmente liberi nelle nostre scelte estetiche ed artistiche, e dunque di lasciare più spazio alla nostre idee. Per noi il rapporto con i fan è un punto di forza. Percepire le loro energie, assolutamente non artefatte, è meraviglioso. Un po’ tutto l’album Futura Resistenza” riassume quest’estetica e visione creativa. 

Sarà stata dura selezionare i 25 raisers che hanno partecipato al video?
In realtà sono stati proprio  i fan ad acquistare la partecipazione al video. Abbiamo infatti dato loro la possibilità di entrare a far parte del mondo Fluon senza dire come. il e molti hanno risposto alla nostra chiamata e quando hanno scoperto che avrebbero partecipato alla realizzazione del video sono rimasti molto sorpresi. E’ stato molto divertente.

E come sono andate le riprese ed in generale la giornata?
Benissimo direi. E’ stata una giornata piena. Sia per noi che i fan, che ci hanno letteralmente assaliti di domande. Poi una cosa bella è stata “esaudire i sogni dei fan”: c’era chi mi chiedeva di cantare quel pezzo o l’altro e così ci siamo messi a cantare insieme. Poi, all’ora di pranzo ho cucinato io per tutti. Insomma, eravamo una grande famiglia.

Una cosa che ho notato è che la popolazione dei vostri fan è alquanto eterogenea per quanto riguarda l’età…
Si, è vero. Si va dal professionista 40enne allo studente ventenne. Il nostro è assolutamente un pubblico trasversale e questo ci piace molto.

All’attività musicale affianchi, ormai da tempo, anche l’attività artistico pittorica. So che adesso ti dividi tra il Fluon lab a Monza e Brick Lane a Londra. Quali sono i tuoi altri progetti  in ambito artistico?
Londra è una città piena di stimoli dove si incontrano molte persone interessanti. Sono diversi i fronti che mi vedono impegnato. Di alcuni preferisco non parlare, ma ti posso dire che al momento sto lavorando con uno chef molto bravo, Edoardo Ferrera, con il quale stiamo realizzando un bel progetto per il suo ristorante a South Kensington che intende dare risalto alla preziosità della tavola. 

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