La musica fa bene a tutti. Perfino alla birra

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La musica fa bene agli alcoolici: al vino e anche alla birra. Una scoperta decisamente imprevedibile, già all’ordine del giorno in Austria e oggi sperimentata con successo anche in Italia. A fare da battistrada a questo innovativo metodo di produzione, è Roy Paci: musicista noto ai più per la sua canzone “Toda Joja, toda beleza” e ora attivissimo nel campo della produzione di birra. In Puglia, Roy ha recentemente iniziato a sperimentare un interessante processo di produzione che fa fermentare la birra a suon di rock.

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La scoperta del potere del suono e della musica è qualcosa di molto antico e molto contemporaneo al tempo stesso. Così come nelle antiche realtà tribali, la società moderna si interroga e indaga sulle mille qualità di un’arte che diletta, coccola ed è anche in grado di curare. Già in passato vi abbiamo parlato di come lo studio della musica possa coadiuvare le terapie infantili contro la dislessia e sono diverse – anche al di fuori dell’ambito della musicoterapia – le sperimentazioni che vengono messe a punto giorno per giorno. La musica fa bene all’uomo quindi, ma anche agli animali: l’utilizzo della filodiffusione nelle stalle per incrementare la produzione di latte bovino, è un espediente ormai praticato su larga scala.

Ciò che invece è un po’meno noto, è che oltre che agli uomini e agli animali, la musica fa bene anche agli alcoolici. La scoperta è stata fatta cinque anni fa in Austria, quando nella Scuola di Viticultura di Klosterneuburg è stato prodotto un Gruener Veltliner a ritmo di valzer, polka e musica classica. La scuola austriaca ha spiegato come le onde sonore possano agire sul processo di fermentazione, facendo calare il valore zuccherino in favore di quello di glicerolo.

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Prendendo le mosse da questa interessante scoperta, Roy Paci e il suo socio Francesco Caprioli, si sono lanciati nella “produzione musicale” di birra. “Abbiamo realizzato con la collaborazione di alcuni scienziati un sistema originale di sonorizzazione per i nostri fermentatori – racconta Paci – All’interno di questi diffondiamo compilation rock. Un metodo che, attraverso alcuni workshop, stiamo facendo conoscere in tutta Italia“. La sperimentazione, tuttavia, non si esaurisce nel campo della produzione di birra, ma va oltre, confluendo nel concetto di “gastrofonia”: l’esplorazione degli orizzonti sonori del cibo che è diventata attualmente materia di un corso di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

 

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