Imprese sempre più etiche grazie al fenomeno del "contagio"

Le imprese sono sempre più sensibili ai temi della responsabilità sociale d’impresa. Un fenomeno in espansione anche grazie al “contagio”: basta che qualcuno prenda il via per innescare il fenomeno dell’emulazione e una virtuosa reazione a catena. Negli ultimi anni ”l’approccio delle imprese alla sostenibilità è notevolmente cambiato” spiega ad Adnkronos Rossella Sobrero di Koinética, del gruppo promotore di “Dal dire al fare – Il Salone della responsabilità sociale d’impresa“, evento dedicato alla CRS (Corporate Social Responsability) e giunto all’ottava edizione, in programma all’Università Bocconi di Milano il 30 e il 31 maggio.

Qualche anno fa, spiega la Sobrero, ”c’era molta confusione sul tema e si pensava che attivare relazioni con enti non profit fosse sufficiente per dichiararsi socialmente responsabili”. In questi anni, invece, ”c’è stata una forte maturazione e le scelte di CRS sono entrate a far parte delle politiche aziendali”. Tanto che ”spesso si assiste al fenomeno del “contagio” che può essere: orizzontale, ossia tra imprese, o verticale, quando la grande azienda sensibilizza anche gli attori più piccoli della filiera”.

Ed è proprio di “contagio” che si discuterà domani al convegno di apertura del salone (30 maggio): grandi imprese che contagiano le più piccole, aziende più responsabili che influenzano le organizzazioni della loro filiera, imprese più sostenibili che contagiano altri attori del territorio.

Se sul fronte dell’impegno le aziende stanno migliorando, lo stesso – però – non si può dire della comunicazione: ”In questo campo c’è ancora molto da fare” sottolinea la Sobrero che, sempre in occasione del Salone, sarà presente alla tavola rotonda dove si discuterà di Reporting Integrato, il sistema che permette alle imprese di documentare i risultati finanziari, ambientali, sociali e di governance attraverso uno strumento unitario.

Su questo fronte, commenta la Sobrero, ”siamo ancora molto lontani. Alcune aziende lo hanno adottato ma si tratta ancora di sperimentazioni. Stiamo cercando di promuovere questo nuovo approccio, ma ci vorrà ancora qualche anno anche perché cambia il modo di rendicontare ma cambiano anche i processi”. I presupposti, però, lasciano ben sperare:le aziende sono più disponibili all’innovazione e a coinvolgere tutti gli stakeholeder”.

Nel rispetto dei principi della sostenibilità, il Salone quest’anno diventa ancora più digitale: tablet per poter navigare tra le buone prassi delle organizzazioni presenti, realtà aumentata attraverso la copertina del programma e del catalogo, Facebook, Twitter, coinvolgimento dei blogger e degli influencer della rete.

Ed il Convegno di apertura in live streaming su www.wisesociety.it.

Su Twitter, inoltre, conclude la Sobrero, “è stato anche lanciato un concorso (che si è chiuso ieri), che ha proposto agli internauti di scrivere, in 140 caratteri, la loro definizione di sostenibilità. La frase più efficace sarà stampata ed esposta al salone”.

Fonte: www.adnkronos.com

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