Il 3D nella chirurgia plastica? Ecco l'orecchio artificiale

La chirurgia plastica ha sfondato una nuova frontiera: quella della stampa 3D.  Un gruppo di ricerca americano del Weill Cornell Medical College è stato in grado di creare il primo orecchio artificiale stampato in 3D. Lorganodel tutto simile a un orecchio naturale è stato realizzato con un gel di collagene e cellule della cartilagine.

Ma come si ottiene la stampa di un orecchio? I ricercatori sono partiti da un’immagine digitale tridimensionale di un orecchio umano: da lì, hanno convertito l’immagine in uno stampo 3D grazie a una stampante per strutture tridimensionali e nello stampo hanno poi iniettato il gel di collagene, “denso come una marmellata” spiega uno degli autori, l’ingegnere biomedico Lawrence Bonassar, “che servirà come struttura portante per le cellule di cartilagine“. Un’altra straordinaria peculiarità di questo processo è la sua rapidità. “Ci vuole una mezza giornata per progettare lo stampo, un giorno per stamparlo, 30 minuti per iniettare il gel, e possiamo rimuovere il ‘calco’ dell’orecchio 15 minuti dopo” continua contento Bonassar.

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E per chi teme che la tecnologia stia entrando in modo forse troppo invasivo nella naturalità umana, è costruttivo pensare a quali sono gli effetti di questi avanzamenti. Tale tecnologia potrebbe essere l’unica speranza per i bambini nati con malformazioni congenite della microtia, il padiglione esterno dell’orecchio, ma anche per quanti perdono parte o tutto il loro organo esterno per incidenti o tumori. Dediti a cercare soluzioni e a mostrare storie positive, come promotori del giornalismo costruttivo, noi di Buone Notizie pensiamo che questa sia una straordinaria notizia.

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Saperci sulla strada del progresso per migliorare le condizioni di vita di chi ne ha bisogno, ci infonde un senso di fiducia nel genere umano.  Modus in rebus ovviamente. La stampa 3D necessita ancora di una elaborata fase di sperimentazione. Jason Spector chirurgo plastico e tra i co-autori della sensazionale operazione ha dichiarato che “se supererà i futuri test di sicurezza e di efficacia, il primo orecchio di questo tipo, potrebbe essere impiantato già fra meno di tre anni“.

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