Una fabbrica dove il cuore sono i lavoratori. Sergio Razeto racconta come è uscito dalla crisi

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I sogni non sono sempre concretizzati in un’unica meta, spesso sono la realizzazione di una visione del reale più ampia, si ridefiniscono cammin facendo, spingono a realizzare obiettivi diversificati, che portano lontano dal punto di partenza. L’amore per l’industria deve essere la matrice del sogno più profondo dell’ingegnere meccanico Sergio Razeto. Partito da Fincantieri, all’epoca Cantieri Navali Riuniti, nel 1975, non ha più fermato la sua scalata nel mondo industriale, fino a diventare Presidente ed Amministratore Delegato di Wartsila Italia S.p.A., che produce motori navali, nonché Presidente della divisione Motoristica della stessa società e Presidente di Confidustria Friuli Venezia Giulia.

L’ing. Razeto acquista nel 2003 una nuova linea di produzione, perché sa che l’innovazione è il siero della crisi, ma non può assumere nuovo personale, anzi, potrebbe licenziare ma non lo fa. Serve dunque una ripianificazione complessa che parte da un immane lavoro di ribilanciamenti, turnazioni, spostamenti di reparto, per rilanciare la produzione, ma non vuole toccare il cuore dell’azienda che sono i dipendenti, vero senso e motore dell’industria: sono 1200 persone, 1200 famiglie. Dall’azienda condotta da Sergio Razeto nessuno rimarrà fuori: nel 2013 l’ingegnere porterà tutti fuori dalla tempesta della crisi.

“Le industrie trasmettono al territorio sul quale sono insediate una disciplina e una mentalità positive, che fanno bene, anche in un momento difficile come questo” – così affermava, in qualità di Presidente di Confindustria Trieste, mentre delineava con forza al Rotary Club Trieste Nord le linee guida dell’uscita dalla crisi economica e incentivava le attività e le produzioni che puntano al risparmio energetico, alla domotica e alla mobilità sostenibile. “Una startup non partirà mai se le banche pretendono solo finanziamenti “buoni”, ammoniva l’ingegnere triestino, dando voce a tutti gli imprenditori italiani che lottavano con le banche, trincerate in garanzie insostenibili che aprivano la fuga all’estero.

Cosa ha spinto un uomo con un curriculum prestigioso, che poteva posizionarlo senza grattacapi all’estero, a rimanere sulla barca italiana, in una deriva economica che all’epoca sembrava senza approdo, dalla quale tutti fuggivano? Ce lo racconterà Sergio Razeto il prossimo 18 ottobre al Dreamers Day: la prima giornata mondiale dedicata ai sogni, un evento unico e attesissimo presentato da Rudy Zerbi, a Milano al teatro Dal Verme. Sul palco si alterneranno testimonial d’eccezione, sognatori pragmatici che con impegno e costanza hanno realizzato i loro sogni, come Carla Perrotti, esploratrice e documentarista che ha trasformato la sua passione per lo sport e i viaggi nella sua professione, Fabrizio Macchi, ciclista paralimpico di fama internazionale con 12 medaglie mondiali, Ervin Laszlo, esperto di filosofia candidato due volte al Nobel per la Pace, Pasquale Forte, imprenditore innovatore e sognatore pragmatico, e tanti altri sportivi, medici, artisti e imprenditori che testimonieranno la forza dei sogni nei loro percorsi professionali e di vita. Vieni ad ascoltare le loro storie e a scoprire chi, tra il pubblico, potrà realizzare il proprio sogno grazie ad una borsa di studio del valore di 10mila euro!

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