Green & ambiente

Energie rinnovabili, sviluppo sostenibile, riciclo, green economy, efficienza energetica, tecnologie pulite

Cronaca & società

I fatti quotidiani di cronaca, i progressi della società civile, le buone notizie dal mondo della politica italiana e internazionale

Salute & benessere

Tutto sul benessere e i progressi della ricerca scientifica, i segreti del mangiar bene e del vivere sano e più a lungo

Economia & lavoro

Soldi, economia, lavoro, risparmio, welfare, le buone notizie per i consumatori e per chi cerca un’occupazione

Magazine

Tecnologia e innovazione, arte e cultura, eventi e spettacoli, sport, viaggi, curiosità e tutto ciò che ci aiuta a vivere meglio

Home » Sport

UEFA: taglio alla finanza selvaggia

Scritto da – 17 settembre 2009 – 12:54 Nessun commento

Platini

Michel Platini, presidente UEFA

Gli appassionati di calcio si sono ormai abituati a vedere storici club di calcio indebitarsi fin sopra i capelli, rischiare il fallimento (e qualche volta fallire veramente), e magari chiedere aiuto a imprenditori locali o alle istituzioni cittadine o statali. E mentre in Italia si va avanti a suon di sterili stigmatizzazioni, meglio se televisive, Michel Platini, capo dell’UEFA, la maggiore istituzione del calcio europeo, ha deciso di mettersi in proprio per risolvere la cosa. Si chiama “fair play” finanziario e consiste in un pacchetto di misure che, nei suoi obiettivi generali, punta all’aumento della lealtà economica nelle competizioni europee senza trascurare la stabilità a lungo termine delle società. In pratica si tratta di una serie di vincoli basati sul principio che i club non potranno spendere più di quello che guadagnano, cioè dovranno provvedere ad autofinanziarsi senza contare su foraggiamenti esterni di presidenti e società collegate.
Le misure includono l’obbligo, per le società il cui fatturato supera una certa soglia, di far quadrare i libri contabili o di raggiungere il pareggio di bilancio per un determinato periodo di tempo. Inoltre verranno fornite consulenze su salari e spese per il mercato nonché indicatori sulla sostenibilità dei livelli di debito, e correrà l’obbligo per i club di onorare i propri impegni in qualsiasi momento.
La nuova regolamentazione, invece, consentirà un certo indebitamento per quanto riguarda le spese per le infrastrutture ed i settori giovanili, contribuendo così a promuovere investimenti a lungo termine a scapito di quelli speculativi a breve termine.
La fase attuativa durerà tre anni, dopo i quali i club che non si saranno adeguati non potranno partecipare alle coppe europee.
Il Presidente della Figc Giancarlo Abete si è affrettato a precisare che la regola dell’esclusione riguarderà solo le competizioni continentali, mentre per quelle nazionali continuerà a prevalere la titolarità delle singole federazioni. In sostanza, la novità interesserà soltanto quelle (poche) società impegnate in Europa.
Viene spontaneo domandarsi: ma perché, al calcio italiano regole come queste non sarebbero utili?

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile, rimani in argomento. Lo spam non sarà tollerato.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito web supporta i Gravatar. Per ottenere il proprio globally-recognized-avatar, registra un account presso Gravatar.