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Controllo a distanza con elettrodi dietro l’orecchio

Da Sidney, anzi, dalla rivista Nature, una clamorosa notizia sui progressi della tecnica. Tutto in una sigla: Gvs, che in italiano e per esteso sta per “stimolazione galvanico vestibolare”. Si tratta di una tecnica di controllo a distanza su cui stanno lavorando alcuni scienziati australiani e che può rivelarsi d´importanza fondamentale per le sue applicazioni nelle simulazioni di volo, nei giochi virtuali al computer, nella cura di disturbi motori e soprattutto, nell’assistenza ai non vedenti. Lo studio, secondo cui è possibile influenzare, e quindi guidare, gli spostamenti di una persona non vedente, ad esempio, grazie alla stimolazione di alcuni elettrodi sistemati dietro l´orecchio è stato condotto dal Prince of Wales Medical Research Institute di Sydney . In pratica, gli elettrodi piazzati sulla pelle dietro all´orecchio stimolano il nostro sistema di bilanciamento (sistema vestibolare) e i canali semicircolari, cioè quei tubi sensoriali pieni di fluido che percepiscono i movimenti della testa e rispondono con impulsi elettrici al cervello. Quando una persona si trova in piedi con la testa dritta, gli stimoli elettrici che riceve gli fanno provare la sensazione di ondeggiare il capo verso uno dei due lati, come se le orecchie si muovessero davanti alle spalle. In questo modo il corpo viene indotto spontaneamente a ricompensare l’inclinazione percepita alla ricerca del bilanciamento. Quando invece una persona muove la testa in avanti o indietro, come avviene durante una passeggiata, la stimolazione gli fa percepire uno spostamento della testa verso destra o verso sinistra. Il soggetto sarà quindi indotto ad aggiustare lo spostamento percepito curvando il corpo verso la nuova direzione.Il limite, dunque, di questa ricerca è che, al momento, tutto si basa sull’inclinazione della testa. La strada è lunga, ma, almeno, giusta.

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