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Bologna, la città digitale sbarca in Canada (col Wi-Fi)

Banda larga e wi-fi, per tutti e gratis. Sono queste le linee guida che le amministrazioni locali di mezzo mondo stanno seguendo per mettere i cittadini al centro della città del domani: la città digitale. Una strada che in Europa ha visto Bologna come capofila. Un caso – quello felsineo – che è oggi (e domani) al centro dell’attenzione degli esperti riuniti a Convegno a Toronto in Canada, dove si sta svolgendo il “Wireless Cities SUMMIT”. La kermesse dove vengono discussi ed esaminati i progetti di accesso alla Rete, messi in cantiere dalle autorità comunali dei Paesi più avanzati.

A Toronto alla città italiana è stato riservato un posto d’onore per esporre le metodologie e le soluzioni adottate per rendere Bologna città ‘Always on’ in termini di accesso alla rete internet in modalità wireless. Con uno sguardo puntato anche al Business model per rendere sostenibili le reti municipali wireless, sia dal punto di vista economico che sociale. Un riconoscimento a un lavoro made in Emilia, dove da dieci anni la connettività ad Internet l’amministrazione comunale la rende disponibile gratuitamente con la rete civica ‘Iperbole’ e che ora diventa ‘Iperbole wireless’. Un progetto del Comune, dell’Università più antica del mondo e di Hi-tel, che libera banda tra piazze, palazzi e strutture medievali, dimostrando l’efficacia di una sperimentazione – quella dell’accesso mobile alla rete – in un ambiente complesso e di non facile applicazione per queste tecnologie. Si pensi solo alla difficoltà di progettare una rete con antenne praticamente invisibili, rispettando vincoli architettonici e di tipo ambientale. Ma anche alla necessità, per esempio, di evitare l’inquinamento elettromagnetico e di deturpare i luoghi della città.

Proprio sul rischio ambientale Iperbole wireless, che è in fase di testing da sei mesi, metterà in campo anche le antenne delle stazioni base WiMAX, che invieranno in aria un segnale di potenza pari a 3 Watt (vicina a quella delle celle GSM/UMTS, quelle dei telefonini cellulari), contro i 100 mWatt delle antenne Wi-Fi. Un impatto sostenibile, sfruttando un protocollo radio all’avanguardia (il mesh Wi-Fi) e una capacità progettuale all’altezza della tecnologia messa in campo.

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